Manovra, pressione fiscale e canone unico: i rischi

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Euro (foto Pixabay)

Con il canone unico si rischia l’aumento della pressione fiscale, soprattutto per alcune categorie. Con il nuovo anno le imposte locali minori saranno assorbite nel nuovo canone unico ma non sarà “indolore”.

Tra le novità del 2020 c’è sicuramente il riordino delle tasse  locali minori (Tosap, Cosap e Affissioni pubblicità) convogliate in un’unica imposta: cosiddetto Canone unico. Tuttavia, c’è il rischio che il canone unico diventi un’occasione per gravare maggiormente sui cittadini, in particolare alcune categorie, con un aumento della pressione fiscale.
Infatti, con il nuovo Canone unico potrebbe costare il 25% in più gestire la propria attività ad alcuni commercianti secondo Confesercenti, associazione di categoria che rappresenta le imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dell’artigianato e della piccola industria.
L’aumento sarebbe dovuto alla facoltà dei comuni di aumentare le precedenti imposte semplicemente prevedendo gettiti più elevati per la nuova tassazione che, ad oggi, non avrebbe alcun limite se non verso il basso: non potranno essere previsti canoni unici inferiori alle tasse che con essi sono sostituite. Di qui il rischio di aumento della pressione fiscale.
Le tasse che saranno sostituite con il Canone unico sono la Tosap, tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, la Cosap, canone per l’occupazione del suolo pubblico e la tassa sull’affissione di pubblicità. Si tratta delle tasse pagate dai bar o ristoranti per mettere i tavolini all’aperto o dai commercianti ambulanti per esporre la propria merce diretta alla vendita oppure ancora per il passo carraio o l’affissione di targhe e pubblicità. Perciò a risentire maggiormente del cambiamento saranno, potenzialmente, i (piccoli) commercianti.

La crisi degli enti locali sarà pagata dai commercianti già in difficoltà.

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Il premier Giuseppe Conte (Getty Images)


Se è vero che negli ultimi anni (tra il 2010 e il 2018) si è già registrato un aumento della pressione fiscale locale del 43,6%, con il nuovo Canone Unico c’è il rischio di un ulteriore aumento della pressione fiscale.
Per questa ragione Confesercenti invoca il ripristino del blocco dei tributi già attuato nel 2016.