Bollo auto, prescrizione più vicina. Chi non deve pagare nel 2020

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photo Pixabay

Bollo auto, prescrizione più vicina. Chi non deve pagare nel 2020

La data del 31 dicembre 2019 è il termine ultimo per la riscossione da parte delle Regioni del mancato pagamento per il bollo auto del 2016. Scadenza sempre più vicina, quindi, per pretendere la restituzione di quanto dovuto, pena l’illegittimità del provvedimento: la legge prevede infatti che il bollo auto si prescriva in tre anni a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo al pagamento.

Le Regioni potranno perciò contestare la mancata riscossione, e richiedere il pagamento degli arretrati dovuti, attraverso una notifica all’automobilista entro e non oltre il prossimo 31 dicembre. Ma attenzione: a fare fede non sarà la data di ricevimento della notifica, ma quella di spedizione della raccomandata.

Tassa di circolazione: chi non deve pagare nel 2020

Il bollo auto è forse la tassa più odiata dagli italiani, tanto che la cancellazione era una delle proposte avanzate per la Manovra 2020, oltre che una promessa dichiarata da Luigi Di Maio. Però ad oggi l’esenzione bollo auto riguarda solo alcune categorie di soggetti e veicoli.

Da giugno 2019, il Ministero dell’Economia e delle Finanze prevede una riduzione del 50% del costo del bollo auto per i veicoli storici, per uso privato o professionale, con un’età compresa tra 20 e 29 anni e dotate di certificato di rilevanza storica e riconoscimento di storicità sulla carta di circolazione.

Sono esenti dal pagamento del bollo auto, in alcune regioni d’Italia, le vetture ecologiche, per un periodo che varia dai tre ai cinque anni dall’immatricolazione. Alla fine del periodo di esenzione totale, il bollo auto è scontato di ¾ rispetto all’importo normalmente previsto per i veicoli a benzina. Tale esenzione di applica a vetture alimentate a GPL, gas metano, auto ibride ed elettriche.

Inoltre possono avvalersi dell’esenzione del bollo auto chi usufruisce della legge 104: non vedenti e sordi; chi ha handicap psichico o mentale con riconoscimento dell’indennità di accompagnamento; disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni; disabili con ridotte o impedite capacità motorie.