La Ferrari di Charles Leclerc in pista al Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 ad Austin (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc in pista al Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 ad Austin (Foto Ferrari)

F1 | Il caso del motore Ferrari: Leclerc rischia la penalità, Red Bull non si scusa

A una settimana di distanza dallo sfortunato (per la Ferrari) Gran Premio degli Stati Uniti, continua a far discutere il caso del motore del Cavallino rampante. A scatenare la polemica sulle presunte irregolarità del propulsore della SF90 è stata prima di tutto la Red Bull, per voce del suo pilota Max Verstappen, come di consueto schietto e allergico alla diplomazia.

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Interrogato in merito all’improvviso crollo di prestazioni della Rossa, l’olandese l’ha toccata piano, sostenendo che il vero motivo fosse che Maranello aveva “smesso di barare”. Lasciando intendere che la direttiva tecnica diramata alla vigilia della gara di Austin dalla Federazione internazionale dell’automobile, in cui chiariva l’illegalità dei trucchetti studiati per aumentare il flusso di carburante, avesse tolto il vantaggio di potenza della Scuderia.

La Fia non interviene sulla Red Bull

A distanza di giorni, nonostante la smentita categorica e la risposta piccata della Ferrari, che non escluderebbe nemmeno di adire le vie legali contro l’avversario, non risultano scuse pubbliche da parte della Red Bull. La Fia, dal canto suo, si è comportata in modo quantomeno pilatesco. Perché se da un lato ha sempre ritenuto legale e omologato il motore del team italiano, dall’altro non ha nemmeno richiamato Verstappen e i Bibitari per le loro parole incaute.

La Gazzetta dello Sport ipotizza oggi che la ragione di questo mancato intervento sia da ricercarsi nel fatto che queste dichiarazioni sono state pronunciate non in una conferenza stampa ufficiale, ma semplicemente davanti ai microfoni di un giornalista. Ma non serve un grande sforzo intellettuale per rendersi conto che, accusando i rivali di barare senza portare prove a suo carico, Max stesse indirettamente sostenendo che chi doveva controllare non lo ha fatto a dovere. Non lo si può certo definire un complimento all’indirizzo dei commissari federali.

Ferrari monterà il quarto motore?

Nell’occhio di questo ciclone mediatico c’è però anche un dato di fatto incontrovertibile per la Ferrari: Charles Leclerc ha rotto il suo terzo motore, l’ultimo concesso dal regolamento per la stagione 2019, nel sabato texano. In gara ad Austin, per non incorrere in penalità, è stato costretto a montarne uno vecchio, privo degli ultimi aggiornamenti tecnici, e ha pagato uno scotto pesante dal punto di vista della velocità.

In vista degli ultimi due Gran Premi della stagione, dunque, i vertici della squadra modenese sono chiamati ad una difficile decisione. Continuare con un motore vecchio, con il rischio che il Piccolo Principe non vada forte da qui alla fine dell’anno, oppure sostituirlo con uno nuovo, arretrare in griglia di partenza, ma pensare poi di poter recuperare spingendo a fondo il propulsore? Vedremo che cosa decideranno Mattia Binotto e i suoi.