Jonas Folger (Getty Images)
Jonas Folger (Getty Images)

MotoGP | La Yamaha torna sui suoi passi e sbugiarda Valentino Rossi

La Yamaha fa marcia indietro e chiude la porta in faccia a Jonas Folger, ma soprattutto sbugiarda Valentino Rossi, che da due anni aveva chiesto al team di Iwata, a gran voce, di potenziare il team tester con piloti veloci, a livello o quasi di quelli titolari. Il Dottore, sulla scorta di quanto visto fare a Ducati e Honda, che vantano due rider di grande spessore come Pirro e Bradl, sperava di poter colmare il gap tecnico con i due marchi grazie ad un tester di alto livello.

La Yamaha aveva accontentato il #46 mettendo sotto contratto Folger che aveva preso il posto di Nakasuga. In questi mesi aveva poi provato a prendere il libero Zarco, che si è invece poi accasato alla Honda, allettato dalla prospettiva di poter soffiare la sella a Lorenzo. Alla fine dei giochi però, proprio quando un po’ tutti nel team Yamaha si erano esposti per una riconferma di Folger è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il tedesco non era stato riconfermato.

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Folger: “Sono deluso, mi avevano promesso un contratto”

Folger ha così affermato: “Questa è stata davvero una grande sorpresa per me. Avevo un accordo verbale con Yamaha che voleva continuare con me e persino espandere il progetto. Stavamo già pensando a come sarebbe potuto essere il piano dei test e altri obiettivi. Poi all’improvviso è arrivato il rifiuto, sebbene mi fosse stato promesso il contratto”.

Il tedesco ha poi proseguito: “Alla fine però hanno deciso che il programma dei test doveva essere eseguito esclusivamente da piloti giapponesi. La delusione è grande, ovviamente, perché mi sono concentrato completamente su questo progetto e ho annullato tutti gli altri impegni per il prossimo anno. Peccato, sarebbe stata una sfida molto interessante. Al momento non so come continuerà la mia carriera. In questo momento non ci sono molte opzioni”.

Insomma la Yamaha ha deciso di fare marcia indietro riaffidando ai piloti giapponesi i test. L’impressione è che su questa decisione ci sia stata una spaccatura tra il team MotoGP che ha sede in Europa e la casa madre nipponica che ha deciso di puntare sul patriottismo.

Antonio Russo