Auschwitz
Auschwitz, Polonia (foto Pixabay)

Predappio, il paese natale di Benito Mussolini, nega il contributo per il treno della memoria. Dalle dichiarazioni del primo cittadino Roberto Canali si evince che la ragione della scelta va ricercata in un’annosa polemica.

Con più di due mesi di anticipo rispetto al giorno della memoria (27 gennaio di ogni anno) ma a ridosso della decisione di dare una scorta a Liliana Segre, giunge la notizia da Predappio secondo la quale il paese nega il contributo per il treno della memoria. Sempre vivo rimane, quindi, il tema della memoria dello sterminio nazista avvenuto quasi un secolo fa.
La notizia è resa nota dall’associazione Generazioni in Comune, che coprirà i 370 euro necessari per il viaggio. Infatti, se una quota è stata messa a disposizione dall’Anpi di Forlì-Cesena, la restante parte doveva essere pagata dall’amministrazione comunale ma il paese di Mussolini nega il contributo per il treno della memoria.

Le ragioni del no: il sindaco di Predappio riaccende un’annosa polemica.

L'Alfa Romeo di Benito Mussolini
L’Alfa Romeo di Benito Mussolini (getty images)


Predappio ha infatti eletto a maggio Roberto Canali che con lista di centrodestra ha avuto la meglio sulla sinistra che aveva nel paese natale di Mussolini un suo storico feudo.
Il sindaco, che nega il contributo per il treno della memoria, ha motivato così all’ANSA la propria decisione spiegando che i giovani dovrebbero conoscere la storia, compreso quanto successo nei campi di sterminio nazisti, come Auschwitz ma il Comune di Predappio darà il suo contributo economico a iniziative come quella del viaggio ad Auschwitz solo “quando questi treni faranno sosta anche di fronte ai gulag, perché vorrà dire che la correttezza della memoria è a 360 gradi”.
Il sindaco riaccende quindi un’annosa polemica che spesso viene rievocata dalla destra e secondo la quale in modo fazioso e antistorico verrebbero ricordati soltanto gli stermini nazisti e non anche quelli perpretati dai comunisti.