Paolo Simoncelli
Paolo Simoncelli (Getty Images)

Paolo Simoncelli: “Se Marco fosse qui vorrebbe rompere il c*** a tutti”

Il fine settimana di Sepang è stato oscurato dalla morte del giovane pilota Afridza Munandar. Ancora una volta la Malesia ha reclamato una vittima. Ecco perché Paolo Simoncelli chiede: è tempo di cambiare qualcosa?

Anche Marco Simoncelli è morto otto anni fa sul circuito internazionale di Sepang e aveva solo 24 anni. Suo padre Paolo Simoncelli, che ora è nel Campionato del Mondo Moto3 con il suo team SIC 58 Squadra Corse, commenta la recente tragedia in Malesia: “Potrei parlarti molto di Sepang 2019, ad esempio la travolgente prestazione di un grande Niccolò Antonelli, con un decimo posto in una bellissima gara nonostante una clavicola fratturata. Oppure raccontare la storia dell’ennesimo incidente di Tatsuki Suzuki, che si è schiantato a causa di Gabriel Rodrigo. L’incidente è avvenuto all’improvviso, poiché la maggior parte degli incidenti avviene in pochissimo tempo. E possono cambiare la vita di così tante persone in un secondo”.

Ma ancora una volta il circuito di Sepang diventa l’ultima tappa per un giovane pilota. “Un giorno un uomo molto spirituale mi ha detto che la Malesia è il posto più spirituale del mondo. Ma se questo significa essere più vicini alla vita eterna, allora non dovresti pensare se è meglio cambiare qualcosa, anche se è uno dei circuiti più belli del mondo?”, si chiede Paolo Simoncelli. “Ho immaginato come sarebbe riavere Marco indietro, oggi. L’ assurda possibilità che ce lo restituiscano dopo otto anni. Senza cambiare nulla del dopo, la Fondazione, la Squadra Corse… con tutto il dolore e le cose buone. Io sono convinto che tornerebbe a correre. ‘Ciao bá dove é il mio casco?’ risalirebbe ancora in sella, con la stessa convinzione del 2011 di spaccare il culo a tutti, forse un po’ di più. Solo per regalarci sorpassi mozzafiato possibilmente all’esterno, per strapparci un altro applauso, solo per farci sognare ancora. Per dimostrare che le cose belle esistono basta non smettere di crederci. Oggi a Sepang abbiamo pagato un altro caro prezzo, forse quel santone per spirituale intendeva circuito stregato, per quanti mondiali ha regalato e per quanti ne ha tolti