Il pilota della Ferrari Sebastian Vettel con il suo rivale della Red Bull Max Verstappen (Foto Dan Istitene/Getty Images/Red Bull)
Il pilota della Ferrari Sebastian Vettel con il suo rivale della Red Bull Max Verstappen (Foto Dan Istitene/Getty Images/Red Bull)

F1 | Dietro i sospetti sul motore Ferrari si nasconde una nuova spy story?

A far esplodere i sospetti sulle presunte irregolarità del motore Ferrari è stata una soffiata della Red Bull. La squadra di Milton Keynes ha avanzato una richiesta di chiarimenti alla Federazione internazionale dell’automobile in merito alla corretta misurazione del flusso di carburante diretto al motore, presentando tre eventuali scenari alternativi che avrebbero consentito di portare più benzina del consentito.

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Nella loro lettera, i Bibitari si guardavano bene dal fare il nome dei rivali della Ferrari, ma era chiaro che fossero convinti che dietro ad uno di questi tre possibili stratagemmi si nascondesse il trucco dell’improvviso balzo in avanti di potenza del motore di Maranello. La replica della Fia non si è fatta attendere: alla vigilia del Gran Premio degli Stati Uniti è arrivata la direttiva tecnica che sanciva senza possibilità di appello l’illegalità dei tre scenari ipotizzati dalla Red Bull.

E, guarda caso, ad Austin la Ferrari si è riscoperta di colpo molto più lenta rispetto alle gare precedenti. Solo una coincidenza, giurano i vertici della Rossa, anche se dal team delle Lattine è giunta lapidaria la sentenza del pilota di Max Verstappen: “Succede questo quando smetti di barare”.

Una spiata dietro la soffiata della Red Bull?

Che ci sia del vero o meno nella maligna interpretazione dei rivali del Cavallino rampante, seccamente smentita dal boss Mattia Binotto, la vera domanda però è un’altra: da dove nasce questa soffiata della Red Bull? Andando a scavare bene, potrebbe esserci una risposta indicibile, ipotizzata dal sito specializzato internazionale Motorsport. Si è scoperto infatti che la Honda, motorista della squadra di Milton Keynes, si sarebbe recentemente avvalsa, per sviluppare il proprio propulsore, dell’impianto Avl di Graz. Uno stabilimento che, in passato, avrebbe lavorato anche per la Ferrari.

Vuoi vedere che proprio quell’azienda è la fonte di una possibile fuga di notizie che avrebbe messo i tecnici giapponesi sulla giusta strada, indicando loro il segreto del propulsore emiliano? Anche queste sono solo ipotesi, intendiamoci, di sicuro non c’è nulla: però, se la Red Bull si permette di puntare il dito contro gli avversari senza avere nessuna prova concreta, deve aspettarsi di ricevere in cambio lo stesso trattamento. E, se dietro a queste speculazioni si nascondesse qualcosa di vero, si potrebbe trattare ipoteticamente di un caso di spionaggio da far impallidire la spy story del 2007.

Per ora ci dobbiamo fermare qui, a fare domande la cui risposta non si conosce ancora con certezza. Ma l’impressione è che di questa vicenda si siano scritte solo le prime pagine. E che ulteriori colpi di scena siano già pronti ad emergere dietro l’angolo.