Ross Brawn con il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel (Foto Mark Thompson/Getty Images)
Ross Brawn con il pilota della Ferrari, Sebastian Vettel (Foto Mark Thompson/Getty Images)

F1 | L’ipotesi alternativa: Ferrari frenata non dal motore, ma dalle gomme

Non tutti sospettano la Ferrari. Nel pieno del ciclone di polemiche che si è scatenato attorno alla presunta irregolarità del motore di Maranello, c’è anche chi sostiene l’innocenza e la legalità della Rossa. E non si tratta solo degli attuali vertici del team, che pure hanno seccamente smentito tutte le accuse dei rivali in tal senso.

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A riscoprirsi inaspettato avvocato difensore del Cavallino rampante, infatti, è stato un grande ex della Scuderia, uno degli artefici dell’epoca d’oro di Michael Schumacher, ma da allora allontanatosi dalla squadra tanto da diventare prima un dirigente dell’arci-rivale Mercedes e, oggi, da assumere un ruolo super partes di responsabile dell’intera Formula 1, tramite la direzione sportiva del gruppo Liberty Media che organizza il campionato.

Il grande ex Ross Brawn difende la Ferrari

Si tratta di Ross Brawn, anche lui interrogato in merito al caso tecnico del momento: l’improvviso calo di prestazioni della SF90 al Gran Premio degli Stati Uniti. Secondo l’ex direttore tecnico, le cause di questa debacle non sarebbero da collegare con la direttiva della Federazione internazionale dell’automobile che ha decretato l’irregolarità dei trucchetti sui flussi di carburante (quelli che, secondo la Red Bull, avrebbero avvantaggiato la Ferrari).

Al contrario, la pista di Austin avrebbe giocato a sfavore di Sebastian Vettel e Charles Leclerc per via della difficoltà della monoposto italiana di trovare un assetto adatto alle sue caratteristiche e quindi di portare le gomme alla giusta temperatura in modo da poterne sfruttare il miglior rendimento. A queste difficoltà si aggiungerebbe poi il dosso all’interno della curva 1, che avrebbe causato la rottura della sospensione della vettura del tedesco, provocandone il ritiro dopo soli otto giri.

Problemi di assetto e di gomme

“Non è facile spiegare questa controprestazione della Ferrari”, ha commentato Brawn ai microfoni dei giornalisti dopo la gara di domenica, “e certamente non voglio andare ad alimentare le polemiche sull’ultima direttiva tecnica della Fia relativa alla misurazione del flusso di carburante. Mi sembra evidente che la macchina di Maranello abbia faticato a gestire gli pneumatici, ovvero sfruttarli nella maniera corretta”.

Tanto rumore per nulla, dunque? La Ferrari non avrebbe dovuto eliminare alcun presunto stratagemma illegale, ma avrebbe semplicemente smarrito la strada della corretta messa a punto? Chissà: le ipotesi si sprecano. Quel che è certo è che le discussioni sono soltanto all’inizio.