Dispensa
(foto dal web)

Sarebbero otto otto i cibi comuni che se scaduti e dispersi nei meandri della dispensa andrebbero immediatamente buttati: il consiglio è quello di non utilizzarli non tanto per la nocività, quanto per il gusto alterato che potrebbero assumere.

Otto alimenti, spiega Il Corriere della Sera, che se in dispensa da troppo tempo andrebbero immediatamente buttati. Non è solo una questione di salubrità, ma anche di alterazione del sapore e di consistenze. Sono cibi presenti, con altissime probabilità, in ogni abitazione e per tale ragione bisogna prestare massima attenzione.

Gli otto cibi comuni in dispensa che vanno buttati dopo la scadenza

Stando a quanto riportato da Il Corriere della Sera, sarebbero otto i cibi sicuramente presenti nelle dispense di ogni abitazione che non andrebbero consumati dopo una lunga permanenza sugli scaffali della cucina. Si tratta di cibi d’uso comune che non sarebbero nocivi per la salute, ma che sicuramente potrebbero risultare dal gusto e della consistenza alterata. Di seguito l’elenco:

  • Farina

Il suo sapore inizierebbe a mutare dopo 6/8 mesi dalla conservazione ed al suo interno potrebbero iniziare a proliferare piccole farfalline. Non tutte le farine riescono, però, a durare così tanto: le bianche (ossia le 0 e 00) durerebbero più di quelle integrali le quali già dopo due mesi assumerebbero un gusto acre e rancido. Stando a quanto riportato da Il Corriere della Sera, sarebbe consigliato riporle in frigo dopo l’apertura.

  • Lievito

Se il lievito è vecchio ogni impasto ne subirà le conseguenze: nessuna pagnotta e nessun dolce cresceranno all’interno del forno. Da indicazione dei produttori, i pacchetti se chiusi potrebbero stazionare nelle dispense circa un anno, ma una volta aperte sarebbe consigliabile consumarli  dopo non più di due mesi. Stando a quanto riportato da Il Corriere della Sera, onde evitare l’impiego di un lievito inefficace e rovinare l’impasto è possibile effettuare un piccolo test. Mescolare un pizzico di lievito in acqua dolce calda, se produce schiuma allora significa che è ancora attivo e pronto all’uso.

  • Lenticchie

Diversamente da quanto si pensa le lenticchie secche non durano più di un anno, trascorso questo periodo il loro sapore inizia a mutare poiché inizierebbero ad incamerare, riporta Il Corriere della Sera, acqua ed umidità, soprattutto se non riposte in un luogo asciutto.

  • Spezie

Le spezie non hanno una data di scadenza, ma di certo dopo un determinato periodo il loro sapore inizia a variare radicalmente, in maggior misura quelle in polvere. Sarebbe consigliato, riporta Il Corriere della Sera, consumarle entro 3 mesi dall’acquisto. Il campanello d’allarme sarebbe la perdita di brillantezza dei loro caratteristici colori intensi.

  • Bicarbonato

Come per il lievito, il problema dell’utilizzo di un bicarbonato ormai aperto da mesi è la perdita di efficacia: se ne sono trascorsi più di sei allora è consigliabile cestinarlo.

  • Riso

Una volta aperto un pacco di riso è bene consumarlo nel minor tempo possibile. Più trascorrono i giorni, più la morfologia del prodotto subirà mutamenti: la superficie inizierà a cambiare ed il riso impiegherà sempre di più a cuocere e ad assorbire acqua.

  • Aceto

L’aceto è un ingrediente ricco di microorganismi per cui, se è pur vero che non deperisce, di certo può fermentare, sviluppando, riferisce Il Corriere della Sera, quello che in gergo viene definito “madre“. Un accumulo di lieviti viscido, ma innocuo.

  • Caffè

Dulcis in fundo il caffè. In pochi sanno che questo alimento inizia a perdere il suo aroma già dopo la macinazione. Per rallentare la degradazione del prodotto, sempre Il Corriere della sera, consiglia di non travasarlo dal proprio sacchetto in un altro recipiente e di tenerlo lontano dalla luce del sole.

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