bambino herpes
(foto dal web)

Giovannino, un neonato di quattro mesi, è stato abbandonato dai genitori all’ospedale Sant’Anna di Torino, dove è nato, poiché affetto da una grave e rarissima patologia, l’Ittiosi Arlecchino.

Una drammatica storia arriva dall’ospedale Sant’Anna di Torino, dove un bambino si trova ricoverato dalla sua nascita ad agosto. Il piccolo Giovannino è stato abbandonato dai suoi genitori naturali, che lo avevano concepito con la fecondazione eterologa, ovvero la fecondazione in vitro attraverso la donazione di ovuli, perché affetto dall’Ittiosi Arlecchino. Questa patologia oltre a comportare gravi problemi respiratori impedisce a chi ne è affetto di stare esposto alla luce.

Neonato affetto dall’Ittiosi Arlecchino abbandonato dai genitori: potrà rimanere in ospedale solo altri due mesi

Potrà rimanere in ospedale solo per altri due mesi il piccolo Giovannino, un bambino di soli quattro mesi che è stato abbandonato dai genitori. Giovannino, questo il nome del bimbo, come riporta la redazione di Tgcom24, è affetto dall’Ittiosi Arlecchino, una disfunzione congenita della pelle rarissima che provoca gravi difficoltà respiratorie, squame sulla pelle, e costringe chi ne è affetto a rimanere lontano dalla luce. Per questa ragione i suoi genitori naturali, che lo hanno concepito con la fecondazione eterologa, hanno deciso di abbandonarlo all’ospedale Sant’Anna di Torino, dove è nato ad agosto, ma dove potrà rimanere ricoverato per altri due mesi prima di dovergli trovare una sistemazione. La legge italiana, difatti, prevede in questi casi che il sistema sanitario può farsi carico di un neonato solo fino al sesto mese. Il piccolo, come scrive Tgcom24, è stato accolto amorevolmente da tutto il personale sanitario e dagli infermieri dell’ospedale del capoluogo piemontese. Nessuno ancora si è fatto avanti per adottare Giovannino, che è riuscito a sopravvivere alle prime settimane di vita, periodo nel quale si registra una mortalità maggiore per chi affetto dall’Ittiosi Arlecchino, e che adesso avrà bisogno di assistenza continua, assistenza di cui neanche una casa-famiglia riesce a farsi carico. Come riportato da Tgcom24, nonostante il bambino abbia superato le prime settimane di vita, le sue aspettative di vita rimangono molto basse.

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