Scena del crimine
(Getty Images)

Tre donne e sei bambini, appartenenti ad una famiglia di una comunità mormone, sono stati brutalmente uccisi in Messico, probabilmente in un agguato ad opera dei narcos.

Un’orribile strage si è consumata a Rancho de la Mora, località in Messico tra gli Stati di Chihuahua e Sonora, vicino al confine con gli Stati Uniti. Nove persone, tre donne e sei bambini, sarebbero stati barbaramente uccisi in un’imboscata. Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense e dalla redazione de Il Fatto Quotidiano, le vittime, che facevano parte di una comunità mormone, si stavano recando presso l’aeroporto di Phoenix per accogliere un parente, quando sono stati bloccati ed uccisi a colpi d’arma da fuoco ed alcuni bruciati vivi. Attualmente, considerato che la zona è nota per il traffico di droga, la polizia starebbe seguendo la pista dei narcos.

Famiglia di mormoni brutalmente uccisa: si segue la pista dei narcos

Una famiglia è stata barbaramente uccisa a Rancho de la Mora, località messicana nei pressi del confine con gli Stati Uniti probabilmente da alcuni narcos. Secondo i media americani e la redazione de Il Fatto Quotidiano, il gruppo, appartenente alla famiglia mormone Lebaron, si stava dirigendo all’aeroporto di Phoenix per andare a prendere un parente, quando è stato vittima di una terribile imboscata. Alcune vittime, tra cui ci sarebbero anche due gemellini di appena sei mesi, sarebbero state uccise a colpi d’arma da fuoco, mentre altre sarebbero state bruciate vive all’interno delle loro auto. Nell’agguato, come riporta Il Fatto Quotidiano, altri sei bambini sono rimasti feriti, di cui una in maniera grave raggiunta da una pallottola alla spalla, ed altri riusciti a fuggire, risultano attualmente dispersi. Il convoglio era composto da vari automezzi ed all’interno di uno di questi sono stati ritrovati i cadaveri di una madre e dei suoi quattro figli crivellati di colpi. Gli altri mezzi sono stati trovati a distanza alcune ore dopo insieme ai cadaveri delle altre quattro vittime. Le vittime, come riporta Il Fatto Quotidiano, facevano parte di una comunità mormone chiamata Colonia Le Baron che lasciarono gli Stati Uniti nel XIX secolo per sfuggire alla repressione della poligamia, prevista dal mormonismo. In passato la comunità era stata già presa di mira: nel 2009 Erick LeBaron fu rapito da alcuni narcos per ottenere un riscatto che i suoi familiari rifiutarono di pagare. Circa un mese dopo, riportano la stampa locale ed Il Fatto Quotidiano, il fratello Benjamin, fondatore di un gruppo contro la criminalità, fu picchiato a morte ed il cognato ucciso. Le autorità locali hanno già avviato le indagini per rintracciare i responsabili della strage e l’ipotesi più accreditata al momento è quella legata ai narcos. Il presidente statunitense Donald Trump sul proprio profilo Twitter ha commentato l’accaduto scrivendo: “Una meravigliosa famiglia dello Utah è finita vittima di uno scontro fra due cartelli di droga che si stavano sparando. Il risultato è stata l’uccisione di molti americani, tra cui dei bambini, di cui alcuni ancora dispersi. Se il Messico ha bisogno o richiede aiuto contro questi mostri, gli Stati Uniti sono pronti a essere coinvolti e a fare il lavoro in modo veloce ed efficace. Il nuovo presidente del Messico ha già ammesso che questo è un grande problema, ma i cartelli sono diventati così grandi e potenti che a volte è necessario un esercito per sconfiggere un esercito!“.

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