Spinaci surgelati
(foto dal web)

Un consumatore avrebbe rinvenuto della plastica all’interno di un pacco di spinaci surgelati della Findus: denunciato l’accaduto la nota azienda ha immediatamente fornito riscontro.

Un consumatore avrebbe rinvenuto all’interno di una confezione di spinaci surgelati Findus un pezzo di plastica. La denuncia del ritrovamento del corpo estraneo è stata seguita nell’arco delle 24 ore successive da una risposta della nota azienda, inviata al consumatore in forma privata.

Plastica in un pacco di spinaci Findus: la risposta della nota azienda

A riportare la denuncia e il riscontro dell’azienda è stata la redazione de Il Fatto Alimentare: stando a quanto riferito, un uomo di nome Gianluca avrebbe inviato alla nota azienda di prodotti surgelati Findus la denuncia del ritrovamento di un corpo estraneo, nello specifico della plastica all’interno di un pacco di spinaci surgelati, corredata da alcune foto.

Vi comunico con una certa urgenza che ieri sera, nel cucinare gli spinaci congelati della Findus acquistati presso il supermercato Mercatò a Torino (Via Sant’Ambrogio 21), abbiamo trovato della plastica, fortunatamente il pezzo di plastica non è stato ingerito, ma sfortunatamente – riporta Il Fatto Alimentareè stato cucinato per 10 minuti insieme agli spinaci. Vi allego le foto degli spinaci Findus del lotto L9163BT079 20:25 e della plastica che abbiamo trovato (vedi foto sotto), sembra una pellicola avvolgente. Gianluca”. Una denuncia, quella di questo consumatore, a cui è seguita con estrema celerità la risposta da parte della nota azienda di surgelati, inviata in forma privata e riportata sempre da Il Fatto Alimentare.

Vorremmo rassicurarla che il nostro stabilimento è dotato di un Sistema Qualità certificato ISO: 9001 2015 e BRC ED.8, per le sue attività, segue da diversi anni procedure specifiche sottoposte a continua verifica e revisione. Il personale è qualificato e sottoposto a formazione in specifiche sessioni di addestramento. È inoltre – avrebbe affermato la Findus stando a quanto riportato da Il Fatto Alimentareadeguatamente addestrato e sensibilizzato, in accordo a procedure di stabilimento, circa i parametri di qualità e salubrità del prodotto, nonché sulle corrette prassi igieniche operative e sulla corretta gestione degli impianti”. La nota azienda ha proseguito affermando: “Vorremmo sottolineare alcuni aspetti inerenti la linea di produzione degli spinaci. La linea è dotata di sistemi e di presidi di controllo per la pulizia della materia prima che all’arrivo in stabilimento viene controllata per la valutazione delle caratteristiche qualitative. La materia prima – riporta Il Fatto Alimentareè dotata di una specifica nella quale viene indicata l’assenza di corpi estranei e viene trasportata con mezzi igienicamente controllati e protetti da teli per prevenire contaminazioni. Durante la lavorazione c’è una fase di setacciatura nella quale gli spinaci passano attraverso cilindri rotanti a maglie che consentono la rimozione di frammenti, piccoli corpi, ed erbe estranee“. Nella propria risposta la Findus ha proseguito spiegando al consumatore, riporta Il Fatto Alimentare, come si svolge la fase di preparazione del prodotto: “Successivamente gli spinaci vengono distribuiti in modo omogeneo attraverso i cilindri rotanti, cadono in un tunnel dove vengono investiti da una corrente d’aria ascendente in modo da flottare in aria ed essere spinti su un nastro trasportatore, mentre i corpi estranei pesanti cadono in basso e vengono scartati. Segue la fase di lavaggio in vasche specifiche nelle quali, attraverso la turbolenza dell’acqua, gli spinaci sono puliti dalla terra e da eventuali altri corpi estranei. Dopo il passaggio nel blancher per la scottatura, gli spinaci vengono sottoposti ad ispezione visiva da parte del personale di produzione, e sottoposti a controllo da parte di un metal detector per la rilevazione di eventuali corpi estranei metallici. Il semilavorato viene confezionato, identificato ed etichettato per poi essere conservato in celle a -25°C ed infine confezionato come prodotto finito. Per assicurare un prodotto sulle tavole dei consumatori sano e sicuro ogni anno effettuiamo sugli spinaci oltre 10 mila controlli di processo (sugli standard qualitativi e la sicurezza alimentare) e circa 3000 controlli analitici di laboratorio e ispettivi, organolettici e sulla conformità alle specifiche”. Stando a quanto riportato da Il Fatto Alimentare la Findus, in merito alla segnalazione, avrebbe, infine affermato: “Con riferimento alla sua segnalazione, la foto è stata visionata con i nostri esperti del reparto produttivo nonché dal personale del controllo qualità, il frammento sembrerebbe essere di natura plastica. Per poter approfondire ulteriormente il caso avremmo necessità di ricevere il corpo estraneo e avviare ulteriori indagini interne, in linea e in laboratorio. Dalla tracciabilità e dai controlli in nostro possesso sulle materie prime e sul prodotto finito non si evidenziano anomalie. Le verifiche ispettive e organolettiche riferite al giorno 12 giugno 2019 – giorno di produzione di quella confezione – non hanno evidenziato alcuna deviazione di processo sul prodotto finito. Ci teniamo inoltre a sottolineare che negli ultimi due anni non abbiamo ricevuto nessun reclamo per soft plastic negli spinaci Findus“.

Sulla questione si è espressa anche la Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori), la quale attraverso una nota pubblicata sul proprio sito nella giornata di ieri lunedì 4 novembre ha affermato: “Situazioni pericolose che possono provocare serissimi danni alla salute dei consumatori. Fortunatamente in questo caso nessuno ha avuto ripercussioni alla propria salute, ma si è trattato solo di una circostanza fortuita. In questo caso risponde il produttore, che nel caso di danno alla persona, casualmente collegato al corpo estraneo, deve risarcire il consumatore. Se qualcuno si è trovato nella stessa situazione può segnalare l’accaduto al Codacons anche al fine di avere assistenza e consulenza legale per l’accaduto all’e-mail [email protected] e al numero 02/29419096“.

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