Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Adriana Pereira Gomes, nuora  di Simonetta Gaggioli, avrebbe confessato di aver occultato il cadavere della suocera ritrovato il 3 agosto scorso: il corpo della donna era stato infilato in un sacco a pelo e abbandonato lungo l’Aurelia.

Una confessione che non convince gli inquirenti quella di Adriana Pereira Gomes, nuora di Simonetta Gaggioli, ex Funzionaria della Regione Toscana il cui corpo venne ritrovato privo di vita il 3 agosto scorso lungo la vecchia Aurelia. La donna avrebbe riferito agli inquirenti di essere stata lei, da sola, ad occultare il cadavere della suocera.

Morte Simonetta Gaggioli: la nuora confessa, ma gli inquirenti non credono alla sua versione

In ordine alla morte di Simonetta Gaggioli, 77 anni, sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati il figlio della donna, Filippo Andreani, e sua moglie Adriana Pereira Gomes. Ai due sarebbero state contestate le seguenti ipotesi di reato: omicidio volontario, occultamento di cadavere e utilizzo indebito e falsificazione di carte di credito. Pur essendo intervenuta una parziale confessione da parte della nuora della vittima gli inquirenti continuano ad indagare sulla posizione di entrambi i coniugi: quanto riferito da Adriana Pereira Gomes, sarebbe parso infatti inverosimile agli investigatori. Stando a quanto riportato dalla redazione de Il Tirreno, la trentenne di origine brasiliana, assistita dal proprio legale nel corso dell’interrogatorio, avrebbe riferito di essere stata lei sola ad occultare il cadavere di Simonetta Gaggioli, caricando il corpo all’interno della Fiat Punto in uso alla famiglia e lasciandolo poi sulla vecchia Aurelia. Una ricostruzione dei fatti poco convincente ad avviso degli inquirenti secondo i quali, riporta Il Tirreno, sarebbe impossibile che una donna di poco più di 40 chili riesca a sollevare un corpo che ne pesa almeno 30 in più tutto da sola.

Gli inquirenti nel corso delle indagini avrebbero scoperto, inoltre, che tra il 27 luglio ed il 3 agosto Adriana Pereira Gomes aveva provato a tornare in Brasile, contattando i propri familiari e chiedendo loro i soldi necessari per l’acquisto dei biglietti aerei per sé, suo marito Filippo ed i suoi figli. Un costo che la famiglia della donna, tuttavia, non avrebbe potuto sostenere considerato che la cifra si aggirava intorno ai 5 mila euro. Per tale ragioni, dopo il ritrovamento del cadavere alla coppia di coniugi pare, riporta Il Tirreno, siano stati sequestrati i passaporti per il reale convincimento di un pericolo di fuga.

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