La Ferrari di Sebastian Vettel sulla griglia di partenza del Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 ad Austin (Foto Ferrari)
La Ferrari di Sebastian Vettel sulla griglia di partenza del Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 ad Austin (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, crollo improvviso del motore: è sparito il trucchetto illegale?

Dalla prima fila monopolizzata in griglia di partenza e dal podio conquistato in Messico, al quarto posto e al ritiro degli Stati Uniti. Nell’arco di una sola settimana, la Ferrari è stata vittima di un crollo prestazionale apparentemente misterioso e incomprensibile. Come spiegare una debacle come quella patita ad Austin, dove la Scuderia è sembrata tornare bruscamente alla crisi di prima dell’estate?

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

I maligni e i complottisti hanno la risposta pronta: “Succede quando smetti di barare”, ha sottolineato Max Verstappen ai microfoni di Ziggo Sport. Il sospetto, nemmeno troppo velato, è che il motivo sia da ricercare nella direttiva tecnica diramata alla vigilia del Gran Premio degli USA, in cui la Federazione internazionale dell’automobile chiariva l’irregolarità di un presunto trucchetto che riguarda il flusso di carburante.

Nelle verifiche tecniche, come sempre, anche stavolta la Ferrari è risultata perfettamente legale, ma gli avversari insinuano che sia stata costretta ad eliminare in fretta e furia questo stratagemma, e che proprio per questa ragione abbia improvvisamente perso il vantaggio di cui godeva in termini di potenza e di velocità di punta sul rettilineo.

Il boss Ferrari nega tutto

Una versione che, naturalmente, da Maranello smentiscono vigorosamente. “Ho letto molte parole molto deludenti, sia prima che dopo la gara”, ha commentato il team principal Mattia Binotto ai microfoni del De Telegraaf. “Sono sbagliatissime e negative per questo sport”. E ancora, alla tv tedesca Rtl: “Con la direttiva della Fia non è cambiato nulla, anzi, il chiarimento è stato positivo. Ma non l’abbiamo nemmeno letto fino in fondo, perché non ha avuto alcun impatto sulle nostre prestazioni in gara”.

In effetti a spiegare il mancato adattamento della SF90 al circuito texano sembra essere stata piuttosto la difficoltà di trovare il giusto assetto, fin dalle prove libere del venerdì. Ed è vero che Leclerc in fondo al rettilineo non era veloce come era stato in passato, ma non bisogna dimenticare che la perdita d’olio dal suo motore scoperta al sabato mattina lo ha costretto a montare un propulsore vecchio, già usato e privo delle ultime evoluzioni.

Insomma, ragioni sufficienti per motivare un rendimento indubbiamente sottotono. Eppure, i rivali continuano a insistere sul legame tra la direttiva della Federazione e l’improvviso calo prestazionale del Cavallino rampante. “Dovete chiedere a loro il motivo”, ha ribadito il boss della Red Bull, Christian Horner. E il suo collega della Mercedes, Toto Wolff: “Abbiamo controllato i dati e la loro velocità di punta sembra molto diversa dall’ultima gara. Ma non so se dipenda dalla direttiva tecnica o da qualcos’altro, perché non ho la minima idea di cosa stia facendo la Ferrari”. Il giallo della Rossa s’infittisce.