La Ferrari di Charles Leclerc ferma ai box di Austin durante il Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc ferma ai box di Austin durante il Gran Premio degli Stati Uniti 2019 di F1 (Foto Ferrari)

F1 | “È illegale”: la Federazione scopre il trucco del super motore Ferrari?

Sarà solo una coincidenza, ma nel paddock della Formula 1 non sembra sfuggita proprio a nessuno. Nel Gran Premio degli Stati Uniti, la Mercedes ha conquistato la pole position per la prima volta dal weekend di Hockenheim del luglio scorso, mettendo fine ad una striscia di sei qualifiche dominate dalla Ferrari.

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Guarda caso, ciò è avvenuto proprio nello stesso fine settimana in cui è arrivata una direttiva della Federazione internazionale dell’automobile, che sembra rivolta a bloccare il segreto tecnico che si nasconde dietro alla superpotenza del motore della SF90. Ma riavvolgiamo per un attimo il nastro.

Ferrari, così potente da creare dubbi

Sul finire della scorsa estate, la Rossa ha portato al debutto l’ultima evoluzione del suo propulsore, che secondo le indiscrezioni sarebbe di almeno cinquanta cavalli più potente di tutti quelli avversari. Tanto da far sorgere immediatamente un sospetto tra gli addetti ai lavori: dietro a questo improvviso balzo in avanti si nasconderebbe un trucchetto illegale.

Sospetti, naturalmente, in più occasioni respinti al mittente dai diretti interessati: “Dovrebbero fare reclamo!”, ha tuonato questa settimana il team principal Mattia Binotto. “Così ci renderemmo tutti conto di quanto queste voci siano stupide”. Peccato che la Red Bull abbia raccolto l’invito del boss ferrarista e abbia in effetti presentato una richiesta di chiarimento formale alla Fia, alla vigilia del fine settimana di Austin.

La richiesta della Red Bull

I Bibitari, in particolare, hanno chiesto precisazioni su un potenziale stratagemma tecnico che potrebbe consentire ad un costruttore di aggirare i limiti sul flusso di carburante. Nella lettera non si accusa direttamente il Cavallino rampante di utilizzare questo trucco, ma l’intento del team di Milton Keynes è comunque fin troppo evidente.

“Vogliamo solo fare chiarezza”, ha ribadito il plenipotenziario della squadra, Helmut Marko, ai microfoni della rivista tedesca Auto Motor und Sport. “Il vantaggio della Ferrari è troppo sfacciato. Questa richiesta circola da un po’, ma siccome non avevamo ricevuto riscontri dalla Fia, ora l’abbiamo intensificata”. E la risposta della Federazione non si è fatta attendere: nei giorni scorsi è arrivata una direttiva tecnica che mette nero su bianco che un trucchetto del genere sulla misurazione del flusso di carburante non sarebbe consentito dalle regole.

Segreto svelato?

Ed ecco che, una volta giunta la lettera dei tecnici federali, all’improvviso il vantaggio della Ferrari sul giro secco, nelle qualifiche del GP degli USA, sembra essersi magicamente dissolto. I due fatti sono collegati? Difficile dirlo con certezza, ma i loro avversari della Mercedes sicuramente pensano di sì.

Il team principal Toto Wolff ha infatti accolto con favore la mossa della Red Bull: “Penso che rendere pubblica la direttiva della Fia sia stata un fatto positivo, perché ha chiarito cosa si può fare. Perciò, vedremo”, ha risposto ai microfoni di Sky Inghilterra. E anche al suo pilota Lewis Hamilton non è sfuggito che “ovviamente loro hanno perso un po’ di potenza”, come ha fatto notare dopo le qualifiche. Insomma, per la Ferrari è davvero finita la pacchia?