Omicidio Luca Sacchi, arrivano i risultati dell’autopsia: “Il ragazzo ha provato a difendersi”

Luca Sacchi
Luca Sacchi (foto dal web)

Sono arrivati i risultati dell’autopsia effettuata sul corpo di Luca Sacchi, il giovane 24enne ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa.

I risultati dell’autopsia su Luca Sacchi, il ragazzo ucciso a Roma lo scorso 24 ottobre mentre si trovava con la fidanzata davanti a un pub, hanno fatto emergere nuovi particolari. Il personal trainer 24enne, come riporta la redazione de Il Fatto Quotidiano, si sarebbe difeso ponendo le braccia davanti al volto mentre veniva colpito con una mazza da baseball. Dopo l’esame autoptico, il corpo è stato restituito alla famiglia che potrà fissare i funerali.

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Omicidio Luca Sacchi, i risultati dell’autopsia: il ragazzo si era difeso mentre veniva colpito con una mazza da baseball

Luca Sacchi si sarebbe difeso mentre veniva colpito dai suoi aggressori con una mazza da baseball, prima di essere ucciso con un colpo di pistola alla testa. Questo è quanto emergerebbe dall’autopsia sulla salma del personal trainer 24enne, ucciso lo scorso 24 ottobre mentre si trovava con la fidanzata nei pressi di un pub di Colli Albani a Roma. Dall’esame autoptico, come riporta la redazione de Il Fatto Quotidiano, sono emerse delle ecchimosi sugli arti di Sacchi, le quali indicherebbero che la vittima si era difesa ponendo le braccia davanti al volto nella colluttazione che ha preceduto lo sparo. Terminata l’autopsia il pubblico ministero della Capitale Nadia Plastina ha disposto la restituzione della salma alla famiglia del ragazzo che adesso potrà programmare i funerali, i quali con molta probabilità verranno celebrati durante la prossima settimana. Prosegue intanto il lavoro degli inquirenti per ricostruire i fatti anche dopo l’arresto dei due ragazzi 21enni, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, ritenuti responsabili dell’omicidio. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, la sera dell’uccisione pare che ad essere coinvolti non vi erano solo i due indagati, Luca e la fidanzata, ma anche due giovani. Quest’ultimi sarebbero avrebbero raccontato agli inquirenti di essere stati inviati da Del Grosso e Pirino per controllare se all’interno dello zaino di Anastasiya Kylemnyk vi fossero i soldi necessari all’acquisto di droga e, come riporta Il Fatto Quotidiano, i due videro due mazzette di banconote da 20 e 50 euro. Dopo il controllo, sul posto arrivarono i due indagati che, invece, di consegnare la sostanza stupefacente aggredirono Sacchi e la fidanzata per rubare lo zaino. Nella colluttazione, il giovane 24enne, che era intervenuto per difendere la ragazza, venne colpito da un proiettile esploso da Del Grosso. Questa sarebbe la versione dei due emissari degli indagati che, scrive Il Fatto Quotidiano, sarebbe stata negata dalla stessa Anastasiya e dai parenti e amici della vittima.

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