Lindsey Bone
Lindsey Bone (foto dal web)

La morte della giovane studentessa, Lindsey Bone, ossessionata dal peso rimane avvolta dal mistero secondo il coroner che si è occupata del caso.

Era ossessionata dal peso e seguiva una dieta ferrea, che prevedeva anche l’assunzione di pillole all’aceto di mele e a volte il digiuno. Lindsey Bone, giovane studentessa di 20 anni, è stata trovata senza vita nella casa dove viveva a Brighton, in Inghilterra, dai suoi coinquilini lo scorso 5 aprile. Dopo mesi, giovedì scorso, nel corso di un’udienza, il coroner che si è occupato degli accertamenti ha spiegato di non essere riuscito a rintracciare le cause del decesso che rimarrebbe un mistero.

Studentessa ossessionata dal peso ritrovata senza vita, la madre: “Mia figlia era una persona meravigliosa”

Rimane celata dal mistero la morte della giovane Lindsey Bone, una giovane studentessa 20enne ritrovata esanime lo scorso 5 aprile nella casa dove viveva mentre studiava criminologia a Bringhton, in Inghilterra, presso l’Università del Sussex. La ragazza, come riferito dai familiari, riporta la redazione de Il Messaggero, era ossessionata dal suo peso e seguiva una dieta rigidissima che prevedeva anche digiuni e l’assunzione di pillole all’aceto di mele. Queste compresse sono definite come un “soppressore dell’appetito naturale” e ” integratore per la perdita di peso”. Giovedì il coroner che si è occupato di tutti gli accertamenti del caso, durante un’udienza, ha spiegato di non aver rintracciato le cause della morte della giovane studentessa. La madre di Lindsey, Mandy Bone, affranta dal dolore, ha affermato: “Mia figlia era una persona meravigliosa, forte. Voleva finire l’università -riporta Il Messaggeroper onorare suo padre e fare il meglio che poteva. Aveva così tanti piani per il futuro“. Mandy poi avverte le persone che sono ossessionate dal peso: “Per favore, state attente“. All’interno della stanza dove è stato rinvenuto il corpo esanime della studentessa, la polizia ha trovato le compresse di aceto di mele ed un diario alimentare dove la ragazza segnava le sua abitudini alimentari con delle regole precise come “mangia non più di 1.200 calorie al giorno”, “resta in biblioteca e non mangiare”, e ancora “prendi il tuo aceto di mele”. La patologa Catherine Guy che ha esaminato il corpo della vittima, Catherine Guy, ha spiegato che i test effettuati hanno restituito risultati normali: “L’unico risultato positivo degli esami – riporta Il Messaggeroè stato un livello di acido leggermente elevato nel sangue. Non era a un livello che normalmente considereremmo fatale, ma era molto più alto del solito“.

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