GP Stati Uniti, in Ferrari c’è fiducia: “Perché la pista di Austin ci favorirà”

0
92
Charles Leclerc e Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
Charles Leclerc e Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

F1 | GP Stati Uniti, in Ferrari c’è fiducia: “Perché la pista di Austin ci favorirà”

La velocità c’è, ora bisogna convertirla in risultati. La Ferrari si presenta al Gran Premio degli Stati Uniti, in Texas, il secondo della trasferta americana della Formula 1, forte di due prime file della griglia di partenza completamente monopolizzate nelle ultime gare. Che, però, non si sono tradotte in altrettanti successi alla domenica.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Bisogna insomma sfruttare l’evidente vantaggio della Rossa sul giro secco per invertire questa tendenza negativa in corsa. E la pista di Austin, con il suo allungo che esalta la superpotenza del motore della SF90, potrebbe essere il luogo adatto per riuscirci, come confida Charles Leclerc: “Mi piace molto gareggiare negli Stati Uniti e in particolar modo ad Austin”, spiega il Piccolo Principe. “La città è bellissima e l’atmosfera di tutto il weekend del Gran Premio è particolare, direi diversa da tutte le altre tappe del campionato. La pista è altrettanto unica. Nel costruirla si è preso spunto da varie parti di altri circuiti celebri del mondo ed è una sfida molto interessante da affrontare. C’è un lungo rettilineo, ma si incontrano anche curve di tipologia diversa che fanno sì che per eccellere al Cota sia necessario avere un bilanciamento ideale. Si gira in senso antiorario e questo lo rende differente dalla maggior parte dei circuiti e particolare da affrontare anche da dentro l’abitacolo”.

La Ferrari lavora sui dettagli

Ottimista anche Sebastian Vettel, reduce dal secondo posto a Città del Messico: “Il GP degli Stati Uniti ad Austin è completamente diverso da quello del Messico, dove si gareggiava in altura”, sottolinea il quattro volte iridato tedesco. “Il Circuit of the Americas è un tracciato estremamente divertente che mette insieme curve molto diverse fra loro e tanti cambi di direzione. È piuttosto sconnesso, specialmente in prossimità dei punti di frenata, e questo fa sì che sia fin troppo facile bloccare le ruote. La strategia di solito è aperta: si può far bene sia con una che con due soste ai box. Su questa pista è sempre piuttosto difficile portare le gomme nella miglior finestra di prestazione e per questo il venerdì è prezioso. Lo scorso anno a causa del maltempo i dati raccolti non furono utili mentre quest’anno si prevede cielo sereno ma temperature molto basse. Credo che la pista, anche considerando il risultato dello scorso anno (Raikkonen conquistò la vittoria, ndr), sia adatta alla nostra vettura, ma abbiamo imparato che non è mai saggio dare per scontato qualcosa. Meglio scendere in pista prima di sbilanciarsi”.

Il team principal Mattia Binotto dà la carica ai suoi: “Veniamo da sei pole position consecutive, ma anche da tre vittorie nelle ultime sei gare: noi vogliamo più di questo. Ci incoraggia il fatto di sapere di avere un pacchetto vettura che ci mette in condizione di lottare per il gradino più alto del podio sulla maggior parte dei tracciati. Si tratta senza dubbio di un miglioramento rispetto a come avevamo iniziato la stagione e di questo va dato merito al duro lavoro fatto dai ragazzi, tanto a Maranello che in pista, che ci ha permesso di tornare competitivi. Le ultime tre gare della stagione ci devono servire come un banco di prova nel quale svilupparci come gruppo di lavoro e per imparare a operare nella maniera migliore possibile in vista della prossima stagione. Davanti la lotta è molto serrata e ogni dettaglio conta per portare a casa un numero più alto di vittorie. Speriamo che Austin sarà il luogo adatto per mettere in pratica questi concetti. Il tracciato è molto impegnativo, con una combinazione di curve molto differenti fra loro. Ovviamente l’attenzione di tutti sarà sulle gomme dopo la sorprendente longevità mostrata dalla mescola dura di Pirelli in Messico. Sappiamo che ogni pista porta la sua componente di sorprese: da parte nostra dobbiamo riuscire a inquadrare le possibili dinamiche per prepararci a reagire ogni volta nella maniera migliore. Infine, siamo contenti di gareggiare negli Stati Uniti perché si tratta di una delle terre nelle quali il motorsport ha più tradizione. Lo scorso anno abbiamo vinto e il team è quanto mai motivato a portare a casa un ottimo risultato”.