Binotto analizza la delusione Ferrari: “Cosa è andato storto in Messico”

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Le due Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel nel Gran Premio del Messico 2019 di F1 (Foto Ferrari)
Le due Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel nel Gran Premio del Messico 2019 di F1 (Foto Ferrari)

F1 | Binotto analizza la delusione Ferrari: “Cosa è andato storto in Messico”

Per la seconda gara consecutiva, la Ferrari non riesce a cogliere la vittoria dopo aver monopolizzato la prima fila della griglia di partenza. Un esito del Gran Premio del Messico che non può che lasciare l’amaro in bocca al team principal Mattia Binotto: “Pole stregata no, ma oggi siamo dispiaciuti per non aver portato a casa il risultato”, ha confessato ai microfoni di Sky Sport. “Partendo primo e secondo ci si aspetta qualcosa di diverso, anche perché il ritmo era buono”.

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La velocità, infatti, c’era, ma la Mercedes stavolta ha prevalso grazie alle strategie. Mentre si trovava in testa alla gara con i suoi due piloti, la Rossa ha infatti deciso di far rientrare ai box il leader Leclerc al quindicesimo giro, impostandolo su una tattica a due soste, che sulla carta doveva essere la più premiante sull’autodromo Hermanos Rodriguez.

“Credo che nel suo caso non ci fosse molto di diverso da fare, quando ti trovi in testa e sei a quel punto della gara non puoi rimanere fuori”, spiega Binotto. “Bisognerà capire con lui perché nel secondo stint non ha funzionato la gomma che gli ha fatto perdere del tempo. Poi abbiamo avuto noi un problema al pit stop, altri tre secondi persi. Le gomme oggi a star dietro si surriscaldavano e questo non facilitava la situazione”.

La strategia premia Hamilton e sfavorisce la Ferrari

Ad approfittarne è stato Lewis Hamilton, ritardando la sosta fino al 23° passaggio e poi riuscendo a portare il suo treno di gomme dure fino al traguardo per ben 47 tornate consecutive, più di ogni previsione di durata. “Non credo che avessero qualcosa in più sul passo gara”, analizza il boss Ferrari. “Quello che cercavamo noi era di allungare il più possibile per avere un vantaggio di ritmo verso fine gara, su quando le gomme magari se avessero degradato cosa che non è capitato, e credo che questa è la sorpresa di oggi almeno per noi. Lo analizzeremo, questo comportamento delle gomme diverso dalle aspettative”.

Sebastian Vettel, a cui era stato chiesto di coprire la stessa strategia di Hamilton, ha invece deciso di restare in pista più a lungo, sperando di usufruire di pneumatici più freschi sul finale, ma non è comunque riuscito ad andare oltre il secondo posto. “Bene, ma non ci soddisfa più un secondo posto quando uno combatte ad armi pari”, è il giudizio dell’ingegnere italo-svizzero, “poi è chiaro che ci si parli sulla strategia, loro sentono le gomme in quel momento e la macchina. Va bene parlarne”.

Alla prossima tappa di Austin, l’obiettivo del Cavallino rampante sarà quello di spezzare questa striscia di delusioni, ma Mattia Binotto si dice speranzoso in merito: “Partiamo da questo punto e guardiamo agli Stati Uniti d’America, in modo positivo e ottimista”, conclude lui. “Vedo tutta la squadra dispiaciuta, delusa, è questa è la cosa che mi fa più piacere, la prossima gara è tra una settimana così giriamo subito pagina”.