Max Verstappen, la pole position in Messico è sotto investigazione

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Max Verstappen durante le qualifiche del Gran Premio del Messico di F1 (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)
Max Verstappen durante le qualifiche del Gran Premio del Messico di F1 (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)

F1 | Max Verstappen, la pole position in Messico è sotto investigazione

Max Verstappen è stato convocato dalla direzione gara del Gran Premio del Messico dopo le qualifiche per una presunta violazione avvenuta proprio durante il giro che gli è valso la pole position. Il pilota della Red Bull, infatti, ha ottenuto il tempo con cui ha battuto i rivali della Ferrari, Charles Leclerc e Sebastian Vettel, proprio al suo ultimo passaggio, nonostante avesse attraversato anche il tratto in cui era esposta la bandiera gialla per lo schianto di Valtteri Bottas.

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La Federazione internazionale dell’automobile ha sostenuto inizialmente che Verstappen avesse sollevato il piede dall’acceleratore in quella sezione, ma è stato lo stesso giovane olandese a smentirla durante la conferenza stampa: “Non vi è sembrato che io abbia rallentato, no?”. A questo punto i commissari non hanno potuto fare altro che convocare Max, con l’accusa di “non aver rallentato sotto bandiere gialle alla curva 17”, si legge nel bollettino ufficiale della Fia.

Lo stesso figlio d’arte aveva ribattuto davanti ai giornalisti che avrebbe accettato di buon grado l’eventuale cancellazione del suo miglior tempo, dato che anche il secondo giro più veloce gli sarebbe comunque valso la partenza al palo. “Penso di sapere quello che faccio, altrimenti non guiderei una macchina di F1”, ha spiegato Verstappen. “In qualifica si spinge al massimo, ma se vogliono cancellare il mio giro, lo facciano”. Se a Verstappen venisse tolta la pole position in Messico dai giudici di gara, in prima fila sulla griglia di partenza sarebbero a quel punto promossi i due ferraristi Leclerc e Vettel.