Francesco Bagnaia
Francesco Bagnaia (Getty Images)

Francesco Bagnaia spettacolare oggi nella gara MotoGP di Phillip Island. Il rookie italiano, partito quindicesimo, ha chiuso quarto a pochi centesimi dal podio.

La più bella prestazione del pilota del team Pramac Ducati, riuscito finalmente ad essere veramente competitivo. Adesso la speranza è che l’Australia possa rappresentare un punto di partenza per confermarsi in buone posizioni anche nei prossimi gran premi. I risultati del 2019 non sono stati troppo esaltanti e Pecco aveva bisogno di questa prova.

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Bagnaia è stato interpellato dai microfoni di Sky Sport MotoGP per commentare l’ottimo risultato di oggi a Phillip Island: «Ci ho provato a prendermi il podio, ce l’ho messa tutta… Non ero fortissimo alla curva 10, non riuscivo ad entrare abbastanza veloce e Miller mi ha fregato lì. Però non posso essere che contento, anche se dà fastidio perdere il podio per 50 millesimi. E’ stata una grande gara. Partire indietro non aiuta mai, siamo stati bravi nella gestione delle gomme riuscendo ad arrivare fino in fondo competitivi».

Il rookie del team Pramac Ducati ha spiegato in quale aspetto riusciva ad essere maggiormente veloce rispetto ai rivali con i quali ha lottato oggi: «La differenza più grande che facevo sugli avversari, sia Ducati che di altre moto, era nelle percorrenze visto che ero piuttosto veloce. Oggi mi sono sentito come quando vedo girare strette Yamaha e Suzuki. Sono riuscito a entrare forte, a girare molto stretto e questo mi ha permesso di guidare nel mio stile. Ero competitivo per questo».

Gli è stato domandato se il tracciato di Phillip Island sia in qualche modo speciale per lui, visto che è andato molto forte in questa gara: «Sono partito nel weekend con buone sensazioni, soprattutto nella FP2 con gomma dura dietro. Si tratta di una pista nella quale, a parte l’anno scorso, sono sempre tanto molto veloce. Mi è venuto tutto più facile rispetto al solito e questo risultato ci dà una motivazione per le prossime gare».

Per Bagnaia un 2019 da esordiente non facile, ma tanta voglia di essere costantemente competitivo in futuro: «Sono sempre stato un pilota abbastanza veloce, sapevo che la Ducati era una moto che richiedeva un adattamento difficile. Sto continuando a lavorare e non dico che con questa gara mi sono completamente adattato, però oggi abbiamo fatto un bel passo avanti ed è importante».