Roberta Ragusa: le rivelazioni di un ex compagno di cella di Antonio Logli

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Roberta Ragusa (foto dal web)

Un ex compagno di cella di Antonio Logli, condannato a 20 di reclusione per l’uccisione della moglie Roberta Ragusa, il cui corpo non è mai stato ritrovato, ha rilasciato una dichiarazione sulle abitudini dell’amico.

Roberta Ragusa è scomparsa nel 2012 ed il suo corpo non è mai stato ritrovato: per la sua morte è stato condannato in via definitiva a 20 anni di carcere il marito Antonio Logli. Nel corso dell’ultima puntata di Quarto Grado, programma in onda su Rete 4 e condotto da Gianluigi Nuzzi, è stata trasmessa un’intervista ad un ex compagno di cella di Logli, Antonio Moro, il quale ha riferito dei particolari inediti sulla personalità  le abitudini dell’uomo.

Antonio Logli, parla l’ex compagno di cella: “Io e lui giocavamo a farci il solletico”

La trasmissione Quarto Grado ha mandato in onda un’intervista esclusiva ad un ex detenuto e compagno di cella di Antonio Logli nel corso della quale sono state svelate le loro abitudini e la loro quotidianità all’interno della cella che dividevano nella casa circondariale di Massa.  L’uomo, Antonio Moro, 33 anni di origini napoletane ed ora residente in Versilia, ha riferito che erano in tre, e che gli unici comfort erano una doccia ed una tv con soli 12 canali. Moro, ex attore di film hard riferisce la redazione de Il Tirreno, sarebbe stato arrestato a seguito di una truffa riguardante le auto di lusso.

L’ex compagno di cella di Logli avrebbe dichiarato: “Io e lui giocavamo a farci il solletico, le lotte … ci divertivamo. Lui mi raccontava – riporta Il Tirreno- che era una cosa che faceva con i figli, infatti quando finiva il gioco iniziava a piangere“. L’uomo avrebbe poi proseguito dicendo: “Dopo cena ci dava un biscottino, ‘a fiamma di cocco’, fatto dalla compagna, buonissimo. Di Sara diceva sempre che è una donna meravigliosa, di Roberta che era bellissima e una brava madre ma negli ultimi tempi molto stanca“. Moro ha descritto Logli come una persona dal carattere mite ed ha affermato: “Antonio sostiene di essere vittima di una grande ingiustizia – riporta Il Tirreno–. A suo dire non sono state approfondite le testimonianze della donna che al supermercato il sabato mattina del 14 gennaio 2012 sostenne di aver visto Roberta in pigiama, una sua vecchia amica d’infanzia e quella del vigile del fuoco che disse di aver visto una donna salire su un fuoristrada in via Dini la sera della sparizione della Ragusa. Su quanto Antonio abbia il sonno profondo – avrebbe proseguito Moro– posso testimoniare che dorme anche con la tv accesa. Ci sta benissimo che quella notte non si sia accorto che la moglie non fosse a letto“.

Nel corso della puntata di Quarto Grado in cui è stata trasmessa l’intervista, Carmelo Abbate, ospite fisso, ha voluto esternare il proprio pensiero: “Siamo il paese che ha sbattuto in carcere Filippo Pappalardi, il papà di Ciccio e Tore, che era un uomo che stava cercando i suoi figli, che non aveva alzato un dito nei confronti dei suoi figli ed è dovuto uscire di galera con i figli trovati morti. Se non si trovavano i figli morti, Filippo Pappalardi sarebbe marcito in carcere senza aver fatto nulla ai figli, accusato di aver ucciso i figli Ciccio e Tore. Siamo – riporta Il Tirreno- il paese che una volta l’anno spende delle belle parole per Tortora, giustamente, e poi torna a macinare ingiustizie su ingiustizie. La condanna di Logli … ho letto la sentenza e le carte e nessuno potrà impedirmi di dire che è una grandissima ingiustizia, è la morte della giustizia“.

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