Il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna, con Jorge Lorenzo (Foto Ducati)
Il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall’Igna, con Jorge Lorenzo (Foto Ducati)

MotoGP | Dall’Igna dice “basta” a Jorge Lorenzo: nel mirino Ducati c’è un altro pilota

“Jorge Lorenzo? No, basta”. Due sole parole, una risposta secca e lapidaria, con la quale il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall’Igna, chiude la porta in faccia al suo ex pupillo. Due anni di collaborazione, poi il tentativo, nel corso dell’estate, di farlo rientrare dalla finestra del team satellite Pramac, fanno ormai parte del passato. La Rossa ha già dato e, anche nel caso (molto probabile) in cui il cinque volte iridato maiorchino non prosegua il suo tormentato matrimonio con la Honda, la sua prossima destinazione non sarà Borgo Panigale. Un punto fermo sul vivace mercato piloti in chiave 2021, che pure vede la Casa bolognese particolarmente attiva.

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Già, perché con Andrea Dovizioso che si avvicina al ritiro (o al passaggio in Ktm) e Danilo Petrucci che non convince più, la Ducati potrebbe essere costretta a rinnovare completamente la sua coppia di piloti alla scadenza degli attuali contratti. Il ruolo di seconda guida potrebbe essere offerto ad uno dei giovani della suddetta Pramac: Jack Miller o Pecco Bagnaia. Ma chi sarà il nuovo caposquadra?

Ducati punta Maverick Vinales

Non Jorge Lorenzo, come abbiamo capito ora. E con ogni probabilità nemmeno Marc Marquez, il sogno proibito per il quale il gruppo Audi era disposto a spendere fino a 20 milioni di euro all’anno: che però il Cabroncito ha cortesemente declinato chiarendo la sua ferma volontà di restare alla Honda. Dunque, il mirino del marchio italiano si sta orientando verso un altro nome, anch’esso spagnolo: Maverick Vinales.

Se infatti, come sembra, Fabio Quartararo venisse promosso al team ufficiale e Valentino Rossi decidesse di proseguire la sua lunghissima carriera, a quel punto nel 2021 Top Gun si ritroverebbe tagliato fuori dalla Yamaha. E un pilota del suo talento e della sua esperienza farebbe molto comodo a Dall’Igna: “È uno di quei piloti che è riuscito a battere Marquez”, spiega il dg ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Stiamo valutando quella che potrebbe essere la soluzione più giusta. Non dipende comunque solo da noi”.

Già, dipende prima di tutto dalle scelte di Iwata: ma l’interesse c’è, e pur senza sbilanciarsi l’ingegnere veneto lo ha chiarito. Per assistere a qualche sviluppo ufficiale potremmo non dover attendere troppo a lungo: “Mi aspetto movimenti molto anticipati”, ammette Dall’Igna. “Le cose si stanno già muovendo. Forse per la paura che accada qualcosa, sono tutti in fermento. Probabile che qualcosa accadrà presto”.

Si lavora anche sulla Desmosedici 2020

Certo è che, per poter tornare a puntare al titolo mondiale di MotoGP, cambiare piloti non sarà sufficiente: la Ducati dovrà prima di tutto intervenire sulla Desmosedici, e in particolare sui suoi difetti congeniti, come la lentezza a centro curva. “Ci stiamo attrezzando”, prosegue il direttore, “facendo prove sia con Pirro a Valencia, sia in pista in queste gare. È presto per capire come sarà la moto 2020, ma stiamo lavorando bene in sala prova e con Michele. Spererei di fare quel passo avanti che serve. Stiamo lavorando a 360°. Vero, il centro curva è il problema su cui concentrarci di più, ma portiamo avanti idee su altre aree. Vogliamo migliorare anche dove siamo già messi meglio, magari pure più degli altri. Prendi il motore: non ci siamo fermati, ma sicuramente Honda è progredita più di noi. E noi vogliamo mantenere i nostri punti di forza. Ci piacerebbe ritornare al vantaggio che esisteva. Difficile, ma è uno degli obiettivi”.