Amati e odiati: Vettel e Hamilton parlano dei loro compagni di squadra

Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (Foto Toshifumi Kitamura/Afp/Getty Images)
Sebastian Vettel e Lewis Hamilton (Foto Toshifumi Kitamura/Afp/Getty Images)

F1 | Amati e odiati: Vettel e Hamilton parlano dei loro compagni di squadra

C’è chi, come Sebastian Vettel, sta vivendo sulla sua pelle il vecchio adagio delle corse secondo cui il tuo compagno di squadra è il primo degli avversari: e come non potrebbe esserlo, quando nel garage a fianco ti ritrovi il nuovo arrivato Charles Leclerc che, al suo primo anno in Ferrari, sta già riuscendo a conquistare più vittorie, pole position e punti di te, che sei quattro volte campione del mondo.

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E poi c’è chi, invece, come Lewis Hamilton, per vicino di box si ritrova un comodo e fedele scudiero come Valtteri Bottas, che solo sulla carta è ancora l’unico che potrebbe insidiare la sua corsa al titolo mondiale 2019 di Formula 1. Insomma, alleati o rivali, amati od odiati, i piloti che condividono la stessa scuderia sono sempre un argomento di discussione importante e privilegiato, perfino per due grandi campioni di questo calibro.

Vettel: è Leclerc il miglior compagno?

Partiamo dunque da Vettel, che si ritrova direttamente in lotta con Leclerc per il ruolo di leader nelle gerarchie della Ferrari. Eppure il 32enne tedesco non è convinto che il giovane monegasco sia il compagno più forte che abbia avuto nel corso della sua carriera: “È giovane e molto veloce, non credo che nessuno abbia dubbi in merito”, ha commentato Seb ai microfoni della rivista specializzata austriaca Speed Week. “Ma non si può veramente fare un confronto, perché bisognerebbe mettere Mark (Webber, ndr), Kimi (Raikkonen, ndr), Daniel (Ricciardo, ndr) e Vitantonio (Liuzzi, ndr) nella stessa macchina allo stesso momento. Perciò non è corretto”.

In compenso, secondo Vettel, le prestazioni importanti di Leclerc fungono anche da punto di riferimento per lui: “In termini di pura velocità, va fortissimo, ma è ancora molto presto per lui”, prosegue il quattro volte iridato. “È solo nella sua seconda stagione, perciò è completamente diverso da Kimi o Mark, che avevano trascorso molto tempo in F1 e avevano molta più esperienza. Ma è positivo avere un riferimento reale, specialmente in quei momenti in cui ho qualche problema a tirare fuori il massimo da me stesso e dalla macchina. E, come team, è positivo avere due piloti che lottano testa a testa in pista”.

Hamilton sogna Senna al fianco

Non è certamente la stessa situazione che si ritrova oggi a vivere Hamilton, che pure nella sua carriera ha avuto compagni ostici come Fernando Alonso (all’esordio in McLaren) o Nico Rosberg, che riuscì addirittura a batterlo nel Mondiale 2016. Eppure il vero nome con cui l’anglo-caraibico avrebbe sognato di condividere il box è un’altro, quello del suo idolo d’infanzia, Ayrton Senna.

“Ancora oggi è il mio pilota preferito”, ha ammesso. “Sarebbe il compagno di squadra con cui mi piacerebbe lavorare. Correndo nella stessa squadra puoi imparare molto e puoi davvero confrontarti con una persona, perché hai lo stesso materiale. Mi sarebbe piaciuto correre alla fine degli anni ’80 o all’inizio degli anni ’90. Mi piacevano quelle macchine con pneumatici larghi, telaio molto basso, il cambio manuale. E i motori V10 e V12 suonavano alla grande”. E questo, però, purtroppo è destinato a rimanere un sogno per sempre irrealizzato.