Mercedes costretta a scoprire il segreto Ferrari, o nel 2020 saranno guai

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La Mercedes di Lewis Hamilton in lotta con la Ferrari di Sebastian Vettel al Gran Premio del Giappone 2019 di F1 a Suzuka (Foto Toshifumi Kitamura/Afp/Getty Images)
La Mercedes di Lewis Hamilton in lotta con la Ferrari di Sebastian Vettel al Gran Premio del Giappone 2019 di F1 a Suzuka (Foto Toshifumi Kitamura/Afp/Getty Images)

F1 | Mercedes costretta a scoprire il segreto Ferrari, o nel 2020 saranno guai

Tra gli ingegneri che si rompono la testa cercando di scoprire questo segreto ben custodito e quelli, più maligni, che sospettano soluzioni irregolari e chiedono chiarimenti alla Federazione, la lente d’ingrandimento dell’intero paddock della Formula 1 è puntata unicamente sulla Ferrari. Più precisamente, sul supermotore di Maranello, che sembra avere trovato la ricetta magica per estrarre una potenza superiore a quella di tutti i propulsori rivali.

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“La Ferrari sostiene che il suo vantaggio nelle qualifiche sia valutabile intorno ai 20 cavalli, ma la concorrenza lo stima addirittura fino ad un massimo di 50 cavalli”, mette nero su bianco l’illustre giornalista Michael Schmidt sulla rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport. Un bel problema soprattutto per la Mercedes, che proprio sulla superiorità delle proprie power unit turbo ibride ha costruito il suo dominio in Formula 1 fino a questa stagione.

Mercedes, meno potenza e gomme in crisi

Trovarsi di fronte una cavalleria così nutrita come quella della Rossa, infatti, mette in difficoltà l’intero bilanciamento della Freccia d’argento, come spiega lo stesso Schmidt: “La Mercedes non è in grado di trovare più carico aerodinamico, mentre la Ferrari non è costretta a ridurre il suo a tutti i costi, ma solo se aumenta l’efficienza. La scuderia di Maranello ha in mano una carta vincente che emerge sempre di più”.

Come a dire che la corazzata anglo-tedesca non può più mettere una pezza al suo ritardo di potenza puntando solamente sull’aerodinamica, perché questo elemento inizia a pesare anche sullo sfruttamento delle gomme, un fattore sempre più cruciale per le prestazioni. “Al momento la deportanza è sufficiente per portare gli pneumatici nella giusta finestra di utilizzo”, si legge ancora su Auto Motor und Sport. “Ma nel 2020 la Pirelli vuole aumentare questa finestra di altri dieci gradi. Quindi la Mercedes è costretta per la prossima stagione o a trovare più potenza, o a scoprire il segreto della Ferrari”.

Non è un caso se, nei giorni scorsi, lo stesso pilota Lewis Hamilton ha dato pubblicamente una strigliata ai suoi tecnici motoristi, sostenendo che il lavoro di sviluppo che hanno compiuto nel corso del campionato 2019 non è stato sufficiente, o comunque si è rivelato inferiore a quello degli avversari della Ferrari.

Il titolo mondiale di quest’anno, dunque, è ormai in cassaforte, merito soprattutto della serie incredibile di otto vittorie consecutive nei primi Gran Premi. Ma, da allora in poi, le gerarchie tecniche della F1 sono cambiate, e rischiano di proseguire su questa tendenza sfavorevole alla Mercedes anche nella stagione che verrà. Brackley, insomma, deve indagare, e in fretta, sul ritardo che il suo motore ha accumulato nei confronti di quello italiano. Altrimenti potrebbe essere troppo tardi.