Charles Leclerc (Foto Ferrari)
Charles Leclerc (Foto Ferrari)

F1 | Leclerc si è montato la testa? In Messico la risposta

A partire dalla gara d’apertura in Australia si è reso protagonista di team radio a tratti da bimbo viziato che non accetta di svolgere il ruolo di spalla del blasonato ed esperto compagno di squadra Sebastian Vettel, venendo tuttavia sempre scusato per via della fama di ragazzo mite e umile che si è costruito (con una certa dose di scaltrezza) sin dalle formule minori. Sicuramente veloce e dotato di abilità di guida non indifferenti come evidenziano la sua carriera passata e le vittorie in F1 a Spa e Monza, nonché le sei pole position conquistate con la Rossa, Charles Leclerc deve ancora dimostrare di aver fatto quello passo avanti come uomo per cui l’autoesaltazione e i deliri di onnipotenza devono essere messi da parte.

Una buona occasione per far vedere al mondo che le recenti scoppole prese dal Cavallino anche per colpa delle sue intemperanze sarà il GP del Messico del prossimo weekend.

L’Hermanos Rodriguez è del tutto particolare. Si gareggia oltre i 2000 metri e tutti le squadre scendono in pista con il massimo carico aerodinamico ma, nonostante questo, la vettura si comporta in maniera peculiare e il livello di grip è sempre molto basso”, ha affermato il Principino, reduce da un party alcolico in discoteca in occasione del suo 22esimo compleanno. “Su questo tracciato ho avuto modo di disputare una sessione di prove libere nel 2017 e la gara dello scorso anno, quindi posso dire che si tratta di uno di quelli che conosco di meno. Detto ciò, per le caratteristiche che lo contraddistinguono mi piace, anche per via dei muretti che sono sempre molto vicini“, ha aggiunto da buon monegasco cresciuto a pane e cittadini.

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Inoltre l’atmosfera è speciale, come lo è guidare nella zona dell’Arena nella quale è possibile vedere le due ali di pubblico che fa il tifo sugli spalti”, ha poi concluso ricordando il punto più emozionante dell’autodromo.

Chiara Rainis