MotoGP Giappone, le pagelle: Lorenzo, Rossi e Petrucci, dove siete?

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Danilo Petrucci, su Ducati, e Valentino Rossi, su Yamaha, in gara al Gran Premio del Giappone 2019 a Motegi (Foto MotoGP)
Danilo Petrucci, su Ducati, e Valentino Rossi, su Yamaha, in gara al Gran Premio del Giappone 2019 a Motegi (Foto MotoGP)

MotoGP | MotoGP Giappone, le pagelle: Lorenzo, Rossi e Petrucci, dove siete?

Ormai non c’è nemmeno più niente da dire sull’ennesimo Gran Premio, quello del Giappone, dominato da Marc Marquez. Meritano invece la menzione alcune prestazioni davvero positive di diversi piazzati, così come anche la sonora bocciatura i tre “secondi piloti” di Honda, Yamaha e Ducati, ovvero Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Danilo Petrucci, tutti in grossa difficoltà. Le pagelle con i voti di TuttoMotoriWeb.com sulla gara di MotoGP a Motegi.

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Marc Marquez: voto 10 e lode. Dieci come le vittorie che ha ottenuto in questa stagione. Dobbiamo aggiungere altro?

Fabio Quartararo: voto 9. Stavolta il primo successo lo vede sfuggire fin dalla prima metà di gara, quando dopo le schermaglie iniziali Marquez gli sfugge via. Ma essere il primo degli umani dietro al cannibale catalano è pur sempre un’impresa stratosferica: a maggior ragione per un debuttante (che conquista il titolo di migliore dell’anno.

Andrea Dovizioso: voto 8,5. È “solo” terzo, ma l’impressione è che con questa moto questo sia veramente il massimo risultato ottenibile. Lui non ha responsabilità: Desmodovi si conferma con costanza quasi assoluta il migliore della pattuglia Ducati, e non ha certo perso quelle doti di lucidità, velocità e grinta che lo hanno portato a laurearsi vicecampione nelle ultime stagioni. Anzi, con la difesa a denti stretti da Vinales e il tentativo di rimonta su Quartararo ribadisce tutto il suo valore come pilota. Per tornare a vincere, semmai, serve che la Rossa risponda presente.

Maverick Vinales: voto 7,5. Resta vicino alle posizioni che contano, ma c’è sempre un dettaglio che gli manca per raggiungere la perfezione. Ed è quasi sempre lo stesso: l’efficacia alla partenza e nei primi giri. Il potenziale c’è, la costanza di rendimento no.

Franco Morbidelli: voto 7,5. Partendo dalla prima fila e con il passo gara che aveva messo in mostra, puntare al podio per il Morbido era legittimo. Ma il sesto posto è tutt’altro che un risultato da buttar via, specialmente se consideriamo la cattiveria agonistica mostrata nella bagarre iniziale con Jack Miller. Poi perde terreno, complice anche la gomma posteriore, ma la sua tendenza è in crescita e va bene così.

Cal Crutchlow: voto 7,5. Di tanto in tanto si ricorda di essere un gran pilota e lo fa ricordare pure a noi. Stavolta centra una gara più che dignitosa, senza errori. Era ora.

Danilo Petrucci: voto 4. Illude in prova, ancora una volta delude in gara. Non tanto per la posizione, la nona, che non è accettabile ma è pur sempre la seconda tra le Ducati, quanto piuttosto per i tredici secondi presi dal compagno di squadra Dovizioso. Tanti, troppi. Rimane smarrito e forse non sa nemmeno lui dove.

Valentino Rossi: voto 4. Ancora non ci siamo. L’attenuante della Yamaha vale nella misura in cui gli ultimi sviluppi tecnici della M1 sono andati, forse involontariamente, a favorire gli stili di guida di Vinales e di Quartararo a discapito del suo. Ma anche il Dottore non è esente da colpe: si continua a qualificare male, stavolta non riesce neanche a recuperare e poi scivola, mentre lottava mestamente per la decima posizione. Questo non è il vero Valentino Rossi.

Jorge Lorenzo: voto 3. Buio pesto. Lento, anzi lentissimo, tanto in prova quanto in gara: non si riesce a trovare nemmeno un giro, nemmeno un momento da salvare di tutta la sua prestazione nel corso del weekend di gara, manco a cercarlo con il lanternino. Confinato nelle ultimissime posizioni, introvabile e inguardabile, e per giunta di Gran Premio in Gran Premio le cose sembrano andare sempre peggio.

Fabrizio Corgnati