Agente di polizia penitenziaria ucciso in auto: svolta nel caso

Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

Avrebbe confessato l’assassino di Angelo Pino, l’ex agente di polizia penitenziaria ucciso mentre era in auto nel quartiere Sambiase a Lamezia Terme. Ad uccidere Pino sarebbe stato l’ex marito della compagna della vittima.

Nella serata di sabato 19 ottobre un agente di polizia penitenziaria in congedo è stato ritrovato senza vita all’interno della propria automobile. È accaduto a Lamezia Terme nel quartiere Sambiase, una delle zone più popolose del comune calabrese in provincia di Catanzaro. La vittima, Angelo Pino di 52 anni, è stata trovata al posto di guida dai carabinieri che avevano ricevuto una segnalazione. L’uomo sarebbe stato freddato con almeno tre colpi di pistola, sparati a distanza ravvicinata. Dopo i primi accertamenti, i militari dell’Arma, che hanno immediatamente avviato le indagini per rintracciare il responsabile, hanno fermato un uomo che, secondo quanto riportato dalla stampa locale, avrebbe confessato l’omicidio.

Lamezia Terme, confessa l’assassino di Angelo Pino, l’ex agente di polizia penitenziaria ucciso in auto

Svolta nel caso dell’agente di polizia penitenziaria in congedo, Angelo Pino di 52 anni, ucciso nella serata di sabato 19 ottobre nel quartiere Sambiase di Lamezia Terme. I carabinieri che avevano avviato subito le indagini, hanno fermato un uomo di 54 anni che dopo il fermo avrebbe confessato nel pomeriggio di ieri le proprie responsabilità. A sparare almeno tre colpi di pistola contro il 52enne, ritrovato all’interno della propria auto al posto di guida con il finestrino abbassato, sarebbe stato, secondo quanto riportato dalla redazione del Corriere della Calabria, l’ex marito della compagna della vittima. Il 54enne, secondo una prima ricostruzione, sabato dopo aver pedinato l’ex moglie, ha raggiunto la vittima mentre stava rincasando e lo ha freddato con almeno tre colpi di pistola al petto, esplosi da distanza ravvicinata con un’arma illegalmente detenuta. Dietro l’omicidio dell’ex agente di polizia penitenziaria, in congedo per motivi di salute dopo aver lavorato in diverse carceri della Calabria, secondo quanto riportato dal Corriere della Calabria, ci sarebbe, dunque, un movente passionale. Proseguono adesso le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo di Lamezia, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, per risalire all’esatta dinamica dei fatti.

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