Tremore alle mani, agli arti e non solo: quando intervenire e a chi rivolgersi

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tremore alle mani
Cosa può comportare il tremore alle mani e ad altre parti del corpo e come intervenire FOTO tuttomotoriweb

Il tremore alle mani e ad altre parti del corpo può essere la spia evidente di una precisa patologia. Ci sono casi e situazioni differenti.

Il tremore alle mani ed agli arti in generale è una condizione che può rivestire diverse interpretazioni. Si va dalle manifestazioni di emozioni forti, sia positive che negative e tali per l’appunto da presentarsi anche a livello fisico, fino a situazioni ben diverse. Possono essere interessate anche testa, corde vocali e palpebre. E può esserci anche una motivazione patologica di fondo. Ad esempio anche la dipendenza da droghe, alcolici e pure farmaci può comportare questa condizione, così una iperattività tiroidea. Senza contare i ben noti collegamenti ad un principio di morbo di Parkinson, malattia che si caratterizza proprio per tremore alle mani ed al corpo in generale.

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Tremore alle mani e non solo: possibili significati

Il tremore può essere riconosciuto anche in base al momento in cui esso si presenta. Cioè a riposo, in attività, di tipo posturale, mentre si è distesi oppure no e così via. Quello del Parkinson spesso avviene da fermi, senza compiere alcuna azione. Ed ancora, c’è il tremore posturale che è quello in cui un soggetto è fermo ma tiene una postura, ad esempio con le braccia protese in avanti. Quello intenzionale, che si palesa nel corso di una attività come lo scrivere od il compiere azioni che richiedono sequenze motorie. Spesse volte però il tremore si presenta in forma mista, cioè a riposo, posturale ed intenzionale insieme. In tal caso ci si basa sulla intensità dello stesso per cercare di fornire una prima diagnosi.

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Quando intervenire ed a chi rivolgersi

Se esso prende un solo lato del corpo a riposo e diventa più evidente nello svolgere un gesto o nel mantenere una postura, subito si penserà ad una lesione del tronco encefalico. Condizione che richiede un percorso di cura relativo, con stimolazioni di elettrodi ed impiego di ultrasuoni focali sul talamo. Invece un tremito nella voce o nella postura, solitamente non intenso, lascerebbe pensare al necessario utilizzo di betabloccanti. L’assunzione, come anche la sospensione, di alcuni farmaci, induce parimenti tremore. Ad ogni modo, qualunque sia il tipo di disturbo osservato, occorre rivolgersi ad un neurologo. In particolare ad uno specialista in Disordini del Movimento.