Processo bambino ucciso a Cardito: ricostruita l’agghiacciante scena del crimine

Tribunale
(foto dal web)

Nel corso del processo a carico di Tony Essobti Badre e Valentina Casa, rispettivamente patrigno e madre del piccolo Giuseppe ucciso a Cardito (Napoli) lo scorso 27 gennaio, sono stati sentiti gli agenti intervenuti sul luogo del delitto: i militari hanno riferito in ogni particolare l’agghiacciante scena del crimine.

Per la morte del piccolo bambino di nome Giuseppe, avvenuta a Cardito (Napoli) lo scorso 27 gennaio, sono imputati dinnanzi alla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli il patrigno Tony Essobti Badre e la madre Valentina Casa. Al primo sono contestati i reati di omicidio, tentato omicidio (della sorellina della vittima) e maltrattamenti, alla seconda invece quello di comportamento omissivo. Durante l’udienza tenutasi ieri mercoledì 16 ottobre, sono stati sentiti in qualità di testimoni gli agenti che per primi arrivarono nell’abitazione in cui si era consumato il delitto e la sorella di Valentina Casa. I militari hanno riferito alla corte, in ogni minimo particolare, l’agghiacciante scena del crimine, mentre la sorella della madre del piccolo Giuseppe ha spiegato di aver portato via la sorellina della vittima dalla casa per evitarle altri traumi.

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Bambino ucciso a Cardito: in aula ricostruita la scena del crimine

Nel corso dell’udienza tenutasi ieri mercoledì 16 ottobre, dinnanzi alla terza sezione della Corte d’Assise di Napoli sono stati sentiti in qualità di testimoni, tra gli altri, gli agenti che per primi arrivarono nell’abitazione di Cardito (Napoli) in cui si era consumato il delitto del piccolo Giuseppe, quelli che eseguirono i sequestri nonché quello della Scientifica che fece i rilievi fotografici. I militari, riporta la redazione di Leggo, hanno riferito al presidente Lucia La Posta ed al giudice a latere Giuseppe Sassone l’agghiacciante scena del crimine. Il corpo del piccolo Giuseppe era riverso sul divano, a torso nudo e pieno di lividi. In cucina, riporta Leggo, è stata rinvenuta una scopa, quella con cui si presume sia stato martoriato il bambino ed in bagno degli stracci intrisi di sangue della vittima.

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