Jorge Lorenzo (Foto Gold & Goose/Red Bull)
Jorge Lorenzo (Foto Gold & Goose/Red Bull)

MotoGP | Lorenzo giura: “Non ho perso il talento”. Ma ora ha una sola via d’uscita

Jorge Lorenzo sta indubbiamente vivendo la fase più dura della sua carriera. Tra infortuni e risultati scoraggianti, Por Fuera non è ancora riuscito a centrare nemmeno una volta la top ten in sella alla sua Honda. E allo scorso Gran Premio in Thailandia ha probabilmente toccato il fondo, chiudendo solo diciottesimo a quasi un minuto dal suo compagno di squadra Marc Marquez che ha vinto e conquistato il campionato del mondo. Eppure il pilota maiorchino continua a giurare che in lui non c’è nulla che non va: “Non credo che il Jorge Lorenzo del 2019 abbia meno talento o meno doti di quello che vinse i cinque Mondiali”, ha commentato in una lunga intervista concessa ai microfoni del quotidiano spagnolo El Pais. “L’unica cosa che è cambiata sono stati gli infortuni e la moto, che è poco adatta al mio stile di guida”.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Le continue cadute e i conseguenti guai fisici che hanno tormentato l’ultimo anno della sua vita sportiva hanno certamente rallentato i suoi progressi: “Non è facile accettare con professionalità questi risultati e nemmeno la mancanza di feeling con la moto”, ammette Lorenzo. “Inoltre, dalla caduta alla prima curva di Aragon dello scorso anno sono stato vittima di un infortunio dopo l’altro. La situazione si è messa in salita perché, quando sembrava che stessi migliorando la mia velocità, sono caduto in gara al Montmelò e poi, due settimane dopo, c’è stato quel brutto incidente ad Assen. Fisicamente non sono tornato al livello che avevo prima di fratturarmi le due vertebre”.

Lorenzo chiede cambiamenti, la Honda dice no

Ma lo spagnolo continua a dare le maggiori responsabilità alla sua moto: “Questa è un’esperienza che mi arricchisce, tra virgolette”, prosegue Jorge. “Devo cambiare il chip mentale, non devo perdere la pazienza o essere ansioso, perché questi sono i risultati che mi sto giocando al momento. Con la moto che ho ora, devo fare il massimo possibile, ma non posso che lottare tra il 12° e il 20° posto. Se provassi a spingere per arrivare più avanti, sicuramente farei una caduta violenta, perché in questo momento non sono preparato a livello fisico e la moto non mi dà la sensazione di correre in sicurezza. Bisogna progredire un po’ alla volta. Il grande cambiamento avverrebbe se la Honda risolvesse questi problemi o costruisse un telaio che mi desse più feeling all’anteriore. Sono sempre stato un ottimo pilota e avere questa sicurezza mi permetterebbe di fare il salto. Se la Honda riuscisse a darmi una moto adatta alle mie caratteristiche o risolvere i problemi di questa, molto probabilmente riuscirei a lottare per posizioni importanti”.

Fin dall’inizio dell’anno, il cinque volte iridato continua a chiedere disperatamente interventi sul motore, la cui potenza è stata aumentata nell’ultimo modello della Casa alata insieme, di conseguenza, anche all’aggressività. Gli ingegneri hanno provato a venirgli incontro, ma alla fine a prevalere è stata comprensibilmente la linea di sviluppo richiesta dal suo vicino di box Marquez, che ha portato la Honda ad un altro titolo mondiale. “Se c’è un pilota dichiaratamente numero uno, ovviamente l’evoluzione si concentrerà su di lui”, ha messo in chiaro ai microfoni del quotidiano sportivo spagnolo Marca il responsabile tecnico della Honda, Takeo Yokohama. “Ha perfettamente senso. Perché, alla fine, chi vince il titolo è quello che ha ragione”. Dunque, anche nella prossima stagione sarà Marquez a godere del trattamento di favore tra i piloti del marchio di Tokyo, e per Lorenzo non sembrano esserci molte vie d’uscita dal tunnel della crisi in cui è precipitato. A meno che non decida di andarsene: “Me lo chiedono sempre e io rispondo sempre che ho ancora un anno di contratto. In linea di principio, il mio obiettivo è continuare”, ha concluso nell’intervista a El Pais.

L’unico sbocco: tornare in Yamaha

Eppure la maggior parte degli addetti ai lavori del paddock della MotoGP sono convinti che Jorge Lorenzo potrebbe riprendere a brillare, se solo decidesse di tornare al passato e di riprendere in mano la moto con cui ha vinto così tanto: la Yamaha. “Lorenzo ha bisogno di una Yamaha sotto il sedere, e purtroppo non si può trasformare una Honda in una Yamaha”, ha commentato l’ex campione del mondo Superbike Neil Hodgson alla testata inglese Starsport. “Non credo realisticamente che sarà competitivo con la Honda l’anno prossimo, anche se tutti mi odiano quando lo dico: non cambieranno la moto per Lorenzo, perché con Marquez funziona bene. E tutte le volte in cui è andato più forte, ovvero non così spesso, è finito per cadere”.

Hodgson è convinto che la M1 sia l’unica moto che può garantire a Lorenzo di andar forte. Anche a costo di accettare un posto nel team satellite: “La Honda ha un motore aggressivo, mentre quello della Yamaha è molto più dolce, eroga la potenza in un modo più progressivo. Se tornasse sulla Yamaha andrebbe incredibilmente forte e potrebbe di nuovo lottare per il titolo, ed è questo che tutti vogliono vedere da lui. Ma sembra molto distante da questa prospettiva: siamo nel 2019 e per il 2020 ha un contratto con la Honda. All’inizio del prossimo anno, la maggior parte dei piloti saranno già accasati entro l’arrivo in Europa del campionato. E per Lorenzo non c’è posto nel team ufficiale Yamaha, perché il sellino se lo stanno già contendendo Fabio Quartararo e Maverick Vinales. A questo punto della sua carriera il passaggio al team satellite Petronas non sarebbe un passo indietro, perché ha bisogno di opportunità su una moto decente, o quantomeno una che funzioni per lui. Non gli servono soldi, ma la moto giusta. Dovrebbe vederla così”. Ora la domanda vera è: Lorenzo accetterà il consiglio?