Le Iene, furbetti del Reddito di Cittadinanza scoperti: aggredito inviato – VIDEO

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Pene più dure contro i Furbetti del Reddito di Cittadinanza FOTO screenshot

Un inviato de ‘Le Iene’ scopre due furbetti del Reddito di Cittadinanza, uno di loro lo aggredisce selvaggiamente. “Si rischia il carcere per chi truffa lo Stato”.

Il Reddito di Cittadinanza è stata una manovra voluta dal precedente Governo Conte. La cosa è nota e risaputa, e ha voluto rappresentare un incentivo ad individuare le persone con entrate esigue od addirittura nulle, per poter poi essere ricollocate nel giro di meno di un anno dall’inizio del sussidio in loro favore. Alcuni però ne hanno approfittato, credendo di aver fregato lo Stato intascando soldi senza fare nulla. O lavorando in nero ed alimentando così il mondo del sommerso. Fare così è un reato e presto o tardi si viene scoperti. Ne sanno qualcosa i circa 185 ‘furbetti’ scovati dall’Ispettorato del Lavoro da aprile ad agosto 2019. Certamente ci saranno molti altri casi di persone che speculano sul Reddito di Cittadinanza e sulle spalle degli italiani.

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Reddito di Cittadinanza, intensificati i controlli contro i furbetti

L’Ispettorato sta agendo in sinergia con la Guardia di Finanza per cercare di individuarne il maggior numero possibile e riavere il maltolto, tramite multe divenute ora più salate. A Palermo l’inviato de ‘Le Iene’, Ismaele La Vardera, si è imbattuto in due individui che percepiscono mensilmente il Reddito di Cittadinanza ma che, non contenti, lavorano in nero. La reazione di uno di loro è stata molto negativa, una volta constatato di essere stato scoperto. L’inviato della trasmissione televisiva di Mediaset è stato aggredito con pugni, schiaffi e calci. Ma i due sono stati scoperti e, se tutto andrà come deve, verranno denunciati e perderanno il loro status di beneficiari del sussidio.

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Le pene previste per i trasgressori sono pesanti, c’è anche il carcere

Le pene per chi trasgredisce le regole prevedono anche una detenzione da 2 a 6 anni per chi dovesse presentare dichiarazioni false od informazioni manomesse. E da 1 a 3 anni se si dovesse omettere la comunicazione all’ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, oltre che di altre informazioni “dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio”. Oltre all’interruzione del sussidio, ci saranno anche delle multe e la restituzione in toto di quanto percepito fino a quel momento.

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