I 40 anni di Raikkonen: dai boschi di Espoo al Mondiale con la Ferrari

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Kimi Raikkonen (©Getty Images)

F1 | I 40 anni di Raikkonen: dai boschi di Espoo al mondiale con la Ferrari

Sui quotidiani finlandesi è un po’ la notizia del giorno. Questo giovedì Kimi Raikkonen è entrato ufficialmente negli anta.

Personaggio anomalo all’interno di un paddock della F1 sempre ingessato e uguale a sé stesso, Iceman è stato e resterà uno dei piloti che più hanno fatto discutere dal 2001, anno del suo debutto nella massima a serie, in avanti.

Decisamente un signore e poco incline alla polemica, sia nei confronti dei colleghi, sia delle squadre in cui ha militato, anche quando ne avrebbe avuto ben donde, il biondo di Espoo è per alcuni un genio del volante, per altri un addormentato, che il mondiale nel 2007 lo ha vinto per caso ed eccessivamente dedito ai party, specialmente di natura alcolica.

Forse per questo, per quel suo essere tanto divisivo, che negli anni si è confermato come uno degli attori del Circus più amati in assoluto dai fan, ammaliati dal suo atteggiamento in apparenza menefreghista, oltre che dalle sue doti di guida.

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Detto ciò, una cosa che spesso si dimentica quando si parla di lui, è che è stato proprio Kimi il primo baby prodigio della F1 post 2000. Ingaggiato, giovanissimo per gli standard dell’epoca, da Peter Sauber, rimasto colpito dalle sue performance nella Formula Renault inglese e internazionale, dopo appena una stagione ad Hinwil verrà promosso con uno stipendio da pilota di punta alla McLaren di Ron Dennis.

Lì vivrà momenti di gioia alternati a numerosi e clamorosi colpi di sfortuna, fino all’approdo in Ferrari come sostituto di Michael Schumacher. Un passaggio di consegne importante, sigillato subito con un iride conquistato in Brasile nell’ultima gara disponibile. Messo alla porta a fine 2009 per dare spazio a Fernando Alonso, nonostante un meraviglioso successo a Spa con una Rossa non esattamente competitiva, per un paio di anni si dedicherà al rally e in minima parte alla NASCAR. Nel 2012 quindi, il ritorno tra i big, prima alla Lotus, con cui seppe raccogliere podi e trionfi, e poi di nuovo con il Cavallino dal 2014.

Dal 2019 riferimento dell’Alfa Romeo, che ultimamente ha strigliato per aver fatto passi indietro, e dal futuro tutto da scrivere vista la sua passione intatta per i motori, l’Uomo di Ghiaccio è destinato a suscitare ancora tante emozioni.

Per adesso, comunque, hyvää syntymäpäivää (buon compleanno) e kiitos (grazie)!

Chiara Rainis