Sebastian Vettel, Ferrari (©Getty Images)

F1 | Ferrari sotto la lente d’ingrandimento: i team rivali si appellano alla FIA

L’improvviso picco di forma della Ferrari sta causando parecchia sensazione nel
Circus. Le squadre avversarie infatti non riescono ancora a farsene  una ragione di come la SF90 da sofferente che era stata fino all’Ungheria si sia trasformata nella vettura da battere o quasi.

Ecco perché hanno deciso di domandare alla Federazione Interazione di avviare un’indagine sulla sua “Specifica 3” del motore che la Rossa ha fatto debuttare a Monza.

Ma cosa vedono di preciso di irregolare nella power unit di Maranello i rivali?  La risposta è il presunto uso di olio nell’intercooler del turbo. Una pratica sulla carta non vietata, ma che secondo coloro che si sono appellati alla FIA, avrebbe consentito in maniera poco pilota alla Scuderia  di ottenere almeno 8 decimi in più. Un benifit, visibile soprattutto in qualifica, che avrebbe dato la possibilità a Charles Leclerc e Sebastian Vettel di firmare cinque pole position consecutive.

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Dall’Inghilterra quindi, sarebbero pronti a sventolare sotto il naso italiano l’articolo 20 del regolamento tecnico secondo cui per evitare possibili escamotage, tipo l’utilizzo del carburante arricchito in voga nel passato, l’olio del motore non deve implementare le proprietà del combustibile, né agevolare la combustione. Ciò significa che qualsiasi componente presente nell’unità di non chiaro e mero scopo lubrificante è da considerarsi illegale.

Al momento dai piani alti tutto tace. A precisa domanda da parte della stampa, i federali avrebbero nicchiato, sostenendo che è loro compito “continuare a monitorare tutti i parametri relativi alla conformità dei gruppi motore ai regolamenti tecnici del mondiale di F1”, ma altresì di “non aver ricevuto alcuna protesta da alcun concorrente per quanto riguarda i progetti attuali“.

Staremo a vedere come andrà a finire, di certo la Ferrari di oggi fa paura a molti.

Chiara Rainis