Porta a Porta, confronto Salvini-Renzi: la curiosa analisi sui gesti e le parole scelte dai due leader

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Matteo Salvini e Matteo Renzi
Matteo Salvini e Matteo Renzi con Bruno Vespa a Porta a Porta (foto dal web)

Il tanto atteso confronto fra Renzi e Salvini andato in onda ieri sera su Porta a Porta, ha fatto registrare un boom di ascolti: interessante l’analisi sulle due differenti strategie comunicative adottate.

Il confronto tra Matteo Renzi e Matteo Salvini andato in onda ieri sera, martedì 15 ottobre, su Porta a Porta ha regalato più ascolti che emozioni. I due leader politici, rispettivamente di Italia Viva e della Lega, si sono affrontati in un match che secondo molti sarebbe terminato con un netto pareggio. Bruno Vespa, in ogni caso, ha portato a casa un colpo mediatico: ben 4 milioni di spettatori hanno seguito il dibattito. Interessante l’analisi fornita da Il Fatto Quotidiano sulle strategia comunicative scelte dai due leader politici che hanno seguito strade nettamente differenti.

Porta a Porta, confronto Renzi-Salvini: la strategia comunicativa utilizzata

Il confronto tra Renzi e Salvini, andato in onda ieri sera su Porta a Porta non ha regalato grandi emozioni: i due si sono affrontati badando molto alla terminologia, alle movenze ed ai supporti grafici presentando un’immagine “un po’ da showman e un po’ da litiganti dei reality” afferma Il Fatto Quotidiano.

Durante il corso della puntata i due leader hanno deciso di utilizzare due strategie comunicative differenti. Renzi tendeva a muoversi sulla sedia, cercando costantemente il contatto visivo con il pubblico, evitava falsi sorrisi di circostanza ed ogni sua espressione era perfettamente circostanziata. Salvini, dal canto suo, cercava più contatto con il conduttore e la telecamera eludendo lo sguardo dell’avversario. Un’analisi precisa ed accurata, quella riportata da Il Fatto Quotidiano, la quale ha rivelato molto dei due politici che cercano la consacrazione a leader. Durante gran parte del confronto Renzi e Salvini si danno del lei e solo sul finale, forse perché più rilassati, si abbandonano ad un confidenziale tu. Non mancano i cartelloni ed i supporti grafici: la comunicazione è lapidaria, come fossero “minitweet”, termine utilizzato proprio da Renzi. Battute, sfottò e pensieri a volte presi in affitto.

L’accurata disamina del confronto non si ferma solo alle movenze, ma anche alla terminologia utilizzata. La parola Papeete viene ripetuta per ben quattro volte da Renzi, mentre Salvini non perde occasione per tirare in mezzo l’Umbria e le elezioni regionali che si terranno il prossimo 27 ottobre. Il leader di Italia Viva stuzzica l’avversario sulla sentenza dei 49 milioni e sul caso della Russia. A non comparire neanche per un istante nel dibattito, riporta Il Fatto Quotidiano, la questione di Bibbiano. Nessun turpiloquio, niente parolacce: Bruno Vespa ha tenuto egregiamente le redini del confronto non permettendo ai due candidati di esprimersi con un linguaggio poco consono. Rivisitata anche la disposizione dello studio: le iconiche poltrone bianche sono state sostituite per l’occasione da un bancone simile a quello utilizzato nei telegiornali con i due leader politici alle estremità del tavolo ed il conduttore al centro, ago della bilancia e moderatore. Il confronto è durato ben 80 minuti, riporta Il Fatto Quotidiano, con una sola interruzione pubblicitaria.

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