Il mistero della bandiera a Suzuka. La FIA: “Non capiamo”

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F1 | Il mistero della bandiera a Suzuka. La FIA: “Non capiamo”

E’ diventato un caso da Sherlock Holmes quello della bandiera a scacchi apparsa sul pannello luminoso del rettilineo principale al termine del giro 52 del GP del Giappone dello scorso weekend, decretando così vincitore con una tornata d’anticipo Valtteri Bottas.

A quanto pare a tre giorni di distanza dal fatto, la FIA non avrebbe capito ancora cosa è successo e soprattutto chi ha attivato la segnalazione errata.

Va specificato che il sistema elettronico era stato adottato all’inizio della stagione 2019 proprio per ovviare a svarioni clamorosi come quello verificatosi al termine del round del Canada del 2018 quando alla modella Winnie Harlow venne detto di dare la bandiera al giro 69 anziché al 70. Uno sbaglio che alla fine fece ingiustamente ricadere le colpe sulla 25enne, che in realtà era stata semplicemente istruita da altri.

Da quanto abbiamo potuto constatare, si è trattato di un errore del sistema“, si è difeso il direttore di corsa Michael Masi a proposito della vicenda di Suzuka. “E’ qualcosa su cui però dobbiamo ancora investigare. Ed infatti preferisco non avanzare ipotesi su cosa sia o non sia stato“.

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Come spiegato dall’erede di Charlie Whiting l’attuale sistema relativo alle bandiere è dotato di un doppio input, uno automatico e uno umano. Di conseguenza, non essendo stato portato avanti alcun approfondimento, non sarebbe al momento possibile definire con certezza cosa abbia scatenato l’inghippo, anche se la direzione sarebbe propensa ad escludere l’errore umano

Dovremo capire meglio così ricostruire la vicenda e partire da quello. E’ stato un caso sfortunato, sono il primo ad ammetterlo“, ha sostenuto. “Ci teniamo a fare le cose perfettamente, tuttavia si tratta di quelle situazioni mai successe in passato. Dunque, prima di qualsiasi responso dovremo accertarci di come sono andati i fatti“.

Chiara Rainis