Annamaria Franzoni
Annamaria Franzoni (foto dal web)

Annamaria Franzoni, condannata per il delitto di Cogne, dopo un’intervista a Studio Aperto pronunciò una frase che scatenò i colpevolisti: la donna credeva che ormai le telecamere fossero spente, invece il fuorionda venne trasmesso.

Annamaria Franzoni dal 7 febbraio 2019 è una donna libera: nel 2008 era stata condannata a 16 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Samuele, ma la pena venne ridotta a poco più di 10 anni grazie a tre di indulto e ai 45 giorni di sconto di pena per buona condotta concessigli ogni 6 mesi di reclusione. Annamaria Franzoni è stata ospite presso numerosi programmi televisivi dove si è sempre proclamata innocente: in uno di questi frangenti si verificò però un episodio che scatenò i colpevolisti. La donna convinta che le telecamere fossero spente pronunciò una frase dai toni ambigui, ma il fuorionda venne trasmesso.

Delitto di Cogne, Annamaria Franzoni e la frase che scatenò i colpevolisti

Ho pianto troppo?” questo avrebbe affermato Annamaria Franzoni una volta credute spente le telecamere dopo un’intervista concessa a Studio Aperto in onda su Italia 1, che l’aveva accolta come ospite. Una frase che scatenò i colpevolisti, ossia coloro i quali erano convinti senz’ombra di dubbio che fosse stata proprio la donna ad uccidere il figlioletto Samuele. Durante il corso del processo, instaurato per appurare le responsabilità di quello che i media hanno ribattezzato come il delitto di Cogne, fu proprio la Franzoni a dare una spiegazione a quella frase pronunciata fuorionda. Stando a quanto da ella stessa riferito la sua preoccupazione era che l’eccessivo pianto non avesse fatto comprendere le sue dichiarazioni. La donna avrebbe affermato, riporta Fanpage: “La dissi al termine dell’intervista credendo che le telecamere fossero già spente, pensando che per il pianto non si capisse bene nella registrazione quello che avevo detto. Anche lo stesso giornalista lo ha poi spiegato in una trasmissione successiva“.

Il delitto di Cogne fu un caso che sconvolse l’Italia intera per la sua efferatezza ed attorno al quale i media iniziarono a costruire un vero e proprio format. Passò alla storia la puntata di Porta a Porta, programma condotto da Bruno Vespa, in cui per la prima volta venne mostrato il plastico di una scena del crimine.

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