Seb Vettel fuori dal tunnel: “Così io e la Ferrari siamo usciti dalla crisi”

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Sebastian Vettel esulta per il podio al Gran Premio del Giappone 2019 di F1 a Suzuka (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel esulta per il podio al Gran Premio del Giappone 2019 di F1 a Suzuka (Foto Ferrari)

F1 | Seb Vettel fuori dal tunnel: “Così io e la Ferrari siamo usciti dalla crisi”

Non sono tanto (o solo) gli exploit del sorprendente Charles Leclerc a dare la misura della crescita prestazionale compiuta dalla Ferrari, ma soprattutto la ritrovata competitività di Sebastian Vettel. Il suo trionfo a Singapore, il primo dopo oltre un anno di digiuno, ha riconfermato la SF90 come la macchina da battere dopo la pausa estiva del campionato.

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E la sua pole position a Suzuka, la prima da quella dello scorso giugno in Canada, che ha fatto seguito ad una striscia di qualifiche in cui il tedesco era stato costantemente bastonato dal suo compagno di squadra, ha ribadito che la Rossa è riuscita a colmare anche il suo storico punto debole, quello sul giro secco (il conteggio delle partenze al palo nel 2019 è ora in pareggio 8-8 con la Mercedes).

Una Ferrari più adatta a Vettel

Insomma, mentre il Cavallino rampante riusciva a trovare la giusta direzione per lo sviluppo tecnico, Vettel ritrovava se stesso. Anche grazie all’ultimo pacchetto di aggiornamenti aerodinamici introdotto dagli ingegneri ferraristi a Singapore: una nuova ala anteriore, un nuovo fondo vettura e un nuovo diffusore che sembrano aver adattato meglio l’auto allo stile di guida del quattro volte iridato.

“Ovviamente la monoposto è migliorata, e l’aggiornamento mi ha aiutato in aree in cui prima facevo un po’ di fatica”, ha ammesso Seb. Anche lui, però, ci ha messo del suo: “A differenza delle ultime, in Giappone ho fatto una sessione di qualifica interamente pulita, senza problemi”.

Non bisogna più sbagliare

Resta però un grosso problema per l’accoppiata VettelFerrari, ed è quello che si è visto anche plasticamente domenica in gara: tra errori e guasti tecnici, sono state troppe le opportunità gettate al vento dalla Scuderia nel corso della stagione, ultima proprio quella di Suzuka in cui il teutonico ha sprecato la sua pole position con una falsa partenza.

Segno che, se dal punto di vista tecnico ormai la formazione italiana è in grado di giocarsela ad armi pari con la Freccia d’argento, è sull’affidabilità, sull’organizzazione e sul fattore umano che ha ancora del margine di miglioramento per battere l’invincibile corazzata di Brackley.

“Non penso che ci manchi niente, dobbiamo solo lavorare meglio”, ha messo in chiaro Vettel. “La Mercedes ha dimostrato che possono fare meglio e che sono in grado di mantenere quel livello. Dall’esterno, ovviamente, non si può dire cosa facciano, ma credo che siano molto vicini alla perfezione ogni volta in cui scendono in pista. Molto costanti e commettono pochi errori. Non c’è una singola cosa che dobbiamo migliorare, ma tanti piccoli dettagli, che riguardano ciascuno di noi. Questo è l’unico modo per cercare di compiere quel passo in più che ci manca”.