Domani si decide il futuro della Formula 1. E la Ferrari guida la rivolta

La Ferrari di Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
La Ferrari di Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

F1 | Domani si decide il futuro della Formula 1. E la Ferrari guida la rivolta

Ora o mai più. Si preannuncia come un vertice decisivo, quello in programma domani a Parigi, al quartier generale della Federazione internazionale dell’automobile. Sul tavolo ci sarà il nuovo regolamento tecnico e sportivo per la Formula 1, che entrerà in vigore solo nel 2021, ma dovrà essere finalizzato rigorosamente entro questo mese.

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I progettisti di tutte le squadre, infatti, hanno iniziato da tempo il lavoro sulle monoposto che scenderanno in pista tra due stagioni, e non si può ulteriormente rimandare la definizione delle norme, oltre la scadenza già prorogata al 31 ottobre. Il limite di tempo si avvicina, dunque, e ciò significa che il meeting di domani potrebbe rappresentare l’ultima occasione utile per trovare un accordo.

Ferrari al muro contro muro con la Fia

Da un lato ci sono la Fia e la Liberty Media, il gruppo americano organizzatore del campionato, che intende introdurre regole che semplifichino l’aerodinamica e le soluzioni tecniche, un po’ per ridurre i costi e un po’ per consentire ai team minori di colmare il divario dai big. Dall’altro lato ci sono le dieci squadre, delle quali solo quattro sono attualmente favorevoli alla proposta, da quanto è emerso dai recenti colloqui a margine del Gran Premio del Giappone.

A guidare le sei scuderie ribelli contro la Federazione c’è proprio la Ferrari. “La lista delle questioni aperte è molto lunga”, ha spiegato il team principal Mattia Binotto. “Diciamo solo che restano alcuni aspetti controversi. Dobbiamo preservare l’essenza di questo sport, che prevede che ogni squadra riceva i premi che merita. Questa è la Formula 1, non è solo uno show. Abbiamo una lista di domande piuttosto lunga, ma non credo che dovremmo entrare nel dettaglio ora”, ha concluso davanti ai microfoni dei giornalisti nel paddock di Suzuka.

Per porre le sue questioni, la Rossa avrà tutto il tempo domani a Parigi. Resta da capire come reagiranno i piani alti della Formula 1 nei confronti di questa rivolta dei team. La strada maestra sembra quella di accogliere almeno una parte delle idee alternative avanzate dalle squadre e cercare una mediazione. Ma se il compromesso si rivelasse irraggiungibile, allora Fia e Liberty potrebbero anche decidere di andare avanti per la loro strada in modo unilaterale. Ma in tal caso la Ferrari avrebbe ancora l’arma del diritto di veto che le riconosce l’attuale Patto della Concordia per bloccare tutto. E a quel punto sarebbe davvero guerra aperta.