Paola Manchisi, indagati i familiari: morta di stenti tra immondizia ed escrementi di topo

Paola Manchisi
Paola Manchisi (foto dal web)

Paola Manchisi è stata ritrovata morta il 6 gennaio 2018 all’interno della propria abitazione di Polignano a Mare (Bari) in mezzo ad immondizia ed escrementi di ratti: la Procura di Bari ha chiuso le indagini ipotizzando il reato di abbandono di persona incapace aggravato dalla morte a carico dei familiari.

Paola Manchisi è morta il 6 gennaio 2018 all’età di 32 anni: il corpo privo di vita è stato ritrovato all’interno della sua abitazione di Polignano a Mare, tra immondizia ed escrementi di topi. La Procura di Bari ha comunicato la chiusura delle indagini al fratello della donna ed ai genitori, ipotizzando per loro il reato di abbandono di persona incapace aggravato dalla morte. La famiglia, infatti, non le avrebbe prestato le cure di cui necessitava stante la sua grave patologia.

Paola Manchisi, arrivò a pesare 38 chili: le accuse del Pubblico Ministero ai familiari

Avrebbero dovuto proteggerla e fornirle tutte le cure di cui aveva bisogno, invece l’hanno lasciata morire: questo in sintesi l’addebito mosso dalla Procura ai genitori ed al fratello della giovane Paola Manchisi ritrovata morta all’interno del proprio appartamento in condizioni degradanti. Pesava poco meno di 40 chili, non usciva più di casa da ormai 14 anni e viveva sommersa dalla spazzatura e dagli escrementi di topo.

Secondo il pm incaricato del caso, Bruna Manganelli i tre indagati “in qualità di garanti della salute, della vita e dell’incolumità personale– riporta Leggodella figlia e sorella, in violazione dei doveri di cura e di custodia della persona loro imposti dalla qualità di garanti avrebbero abbandonato la giovane Paola, incapace di provvedere a se stessa“. La giovane, infatti, soffriva di serie patologie aggravate, peraltro, da uno stato di malnutrizione. Stando sempre alla pubblica accusa, riporta Leggo, “gli indagati hanno omesso di mettere in atto qualsivoglia condotta idonea a che la persona offesa ricevesse cure mediche, rifiutando in più occasioni tanto l’assistenza medica che quella psichiatrica in favore della medesima“. Sconcertante, sempre ad avviso della dottoressa Manganelli, il fatto che, inoltre, i genitori ed il fratello della Manchisi avrebbero consentito che la 32enne “vivesse in pessime condizioni igieniche lasciando che la stessa non si alimentasse, tanto da pesare 38 kg e, con tali condotte omissive, ne cagionavano la morte“.

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