Valtteri Bottas festeggia la vittoria nel GP del Giappone di F1 2019 a Suzuka (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)
Valtteri Bottas festeggia la vittoria nel GP del Giappone di F1 2019 a Suzuka (Foto Wolfgang Wilhelm/Mercedes)

F1 | GP Giappone, pagelle: harakiri Ferrari, record Mercedes. Ecco perché

La Ferrari si dimostra ancora una volta la macchina migliore in qualifica, ma gli errori dei suoi due piloti buttano al vento un potenziale risultato. La Mercedes, invece, è ancora una volta perfetta e impeccabile, massimizza le sue chance e sfrutta l’opportunità. Il Gran Premio del Giappone, insomma, dimostra emblematicamente la differenza tra le due squadre, come emerge dai voti delle consuete pagelle dopo-gara di TuttoMotoriWeb.com.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Mercedes: voto 10 e lode. Se foste improvvisamente atterrati da Marte nell’ultimo mese, vi sarebbe bastato assistere agli ultimi due Gran Premi per capire come ha fatto la Mercedes a vincere matematicamente il suo dodicesimo titolo in sei anni, più di quelli dell’epoca Schumacher in Ferrari. In termini di prestazioni pure, la W10 è stata superata dalla SF90 che ha colto la pole position sia in Russia che in Giappone; ma la Freccia d’argento ha prevalso demolendo la Rossa sul fronte tattico-strategico. Così il team di Brackley è diventato uno dei più grandi della storia della Formula 1. Forse il più grande.

Valtteri Bottas: voto 9. Torna alla vittoria per la prima volta da aprile, ma con un bel po’ di aiuto dalla fortuna. Bravo a qualificarsi davanti a Hamilton e a partire bene: così si guadagna l’occasione di giornata, e poi non la spreca. Il resto lo fa il muretto box della Mercedes.

Lewis Hamilton: voto 8. La vittoria sarebbe stata sua di diritto, se la squadra non lo avesse richiamato ai box, senza troppe ragioni, per il secondo pit stop. Ma lui accetta senza fiatare di cedere il successo di tappa al suo fido scudiero: e, visto che la conseguenza è il Mondiale costruttori in cassaforte e quello piloti a un passo, non stentiamo a comprendere il motivo.

Alexander Albon: voto 8. Si qualifica con lo stesso tempo del suo più esperto compagno di squadra Max Verstappen, in gara è quarto e ottiene il suo miglior risultato in Formula 1. Qualche indecisione alla partenza, quando viene infilato dalle McLaren, ma poi si riscatta con dei sorpassi irresistibili, tra i quali quello a danno dello stesso Norris. Ormai ha preso le misure della Red Bull e sta convincendo molto di più di quanto non avesse fatto Pierre Gasly nella prima metà del campionato. Si merita la riconferma.

Carlos Sainz: voto 8. Solido, concreto e ormai stabilmente il migliore del gruppo degli inseguitori, alle spalle dei tre top team. Ormai lo spagnolo è una certezza, e gli manca solo il nuovo motore Mercedes, in arrivo il prossimo anno, per poter fare quel salto che lo porterà a lottare per il podio.

Sebastian Vettel: voto 7. Pole position esaltante, secondo posto non certo da buttare. Ma il rammarico è forte, per quel sobbalzino al via che è frutto di un errore umano, l’ennesimo sotto pressione. Ed è anche fortunato che i sensori non abbiano ravvisato la falsa partenza.

Daniel Ricciardo: voto 7. Rischia il risultato per via del ricorso della Racing Point sulla presunta irregolarità della sua Renault, ma in ogni caso non sarebbe colpa sua. Invece è tutto merito suo il sesto posto, con una vettura ancora francamente non irresistibile, maturato grazie ad un’entusiasmante rimonta.

Charles Leclerc: voto 4. Dopo duecento metri mette definitivamente fine ad ogni sogno di gloria della Ferrari, finendo addosso a Max Verstappen. Ma dove esagera di più è nel rifiutare l’ordine del muretto di rientrare ai box per cambiare l’ala, restando così in pista con una vettura pericolosamente danneggiata. I paragoni con Gilles Villeneuve si sprecano, ma per quanto Leclerc ne abbia il talento e l’impronta, stavolta ha semplicemente esagerato.

Fabrizio Corgnati