Binotto rivela perché Leclerc non è stato fermato malgrado il pericolo

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Mattia Binotto (©Getty Images)

F1 | Binotto rivela perché Leclerc non è stato fermato malgrado il pericolo

Alla fine la scelta avventata di Charles di rimanere in pista e lo scarso polso del muretto Ferrari che ha ceduto alla richiesta insistente del monegasco di non rientrare al box per sostituire l’ala anteriore che perdeva pezzi, si è risolta soltanto con lo specchietto della Mercedes di Lewis Hamilton che lo seguiva ko, e con i freni della McLaren di Lando Norris, appena dietro al britannico, surriscaldati a causa dei pezzi di carbonio incastrati della SF90 #16, ma in realtà sarebbe potuta finire molto peggio.

Di questo tuttavia, non si è mostrato convinto il boss della Rossa Mattia Binotto, che ha difeso la decisione della squadra e in generale la gestione dell’episodio.

“In quei frangenti è il pilota che può subito valutare il comportamento della macchina”, ha riferito ai media presenti in circuito. “Dall’esterno abbiamo notato i danni riportanti nel contatto e ci siamo predisposti per la sostituzione. Ciò nonostante Leclerc ha tenuto un buon ritmo, ed è rimasto fuori. Poi la FIA ci ha domandato di richiamarlo per motivi di sicurezza, ed abbiamo immediatamente eseguito l’ordine”.

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Commentando invece la prestazione nuda e cruda e il netto passo avanti tra il venerdì e la domenica di questo anomalo weekend nipponico, che alla fine ha premiato la W10 di Valtteri malgrado la prima fila tutta rossa,  l’ingegnere ha argomentato: “Siamo intervenuti riducendo il carico fornito dall’alettone sia per la qualifica, sia per la gara. Così facendo è stato possibile migliorare il bilanciamento generale della vettura, come confermato dai nostri driver. Purtroppo ci manca ancora qualcosa sulla distanza, inoltre abbiamo sofferto un po’ di degrado. Diciamo che è risultato più accentuato rispetto ai nostri diretti avversari, ma comunque inferiore rispetto a quanto verificatosi nelle prove libere. In generale abbiamo fatto dei progressi“.

Chiara Rainis