Muffa negli alimenti, quando e come salvare il cibo e cosa si rischia

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Muffa negli alimenti
Come intervenire in caso di presenza di muffa negli alimenti FOTO tuttomotoriweb

Constatare la presenza eventuale di muffa negli alimenti costituisce un logico e necessario campanello di allarme. Si può agire poi in modi diversi con gli alimenti.

La presenza di muffa negli alimenti viene vista come una sorta di segnale d’allarme in relazione alle condizioni del cibo interessato. Su ‘Il Salvagente’ è possibile consultare un apposito articolo che affronta questo alimento, e risponde al quesito se sia giusto eliminare solo la parte infestata o se sia meglio non mangiare neppure quelle sane di un frutto o di altro cibo quando questo fenomeno si manifesta. Si fa riferimento ad una micotossina chiamata patulina, una sostanza tossica prodotta dalle muffe. In particolare la caratteristica patina di colore scuro (ma a volte può essere anche tendente al grigio od al bianco) appare evidente alla vista soltanto qualora ci sia una presenza di almeno un milione di colonie. Altrimenti l’alimento in essere ci sembra sano e senza alcuna problematica. E la risposta sulla domanda se convenga recuperare almeno la parte non interessata dalla muffa negli alimenti è: si. Si può fare, ma non sempre.

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Muffa negli alimenti, la situazione cambia di cibo in cibo

O almeno non senza considerare qualche eventuale rischio. E soprattutto occorre fare tesoro di questa esperienza e perfezionare i nostri metodi di conservazione del cibo, per evitare che una cosa del genere avvenga ancora. Nei casi che riguardano la frutta, potremmo poi anche soprassedere, visto il costo irrisorio che essa comporta. Non vale la pena molte volte mangiare qualcosa di ‘monco’, meglio prediligere roba più fresca, se è a portata di mano. Poi comunque occorre ricordare che, anche togliendo la parte ammuffita da un qualcosa di commestibile, a volte può capitare che la muffa stessa degradi comunque il sapore di un cibo una volta attecchita. Ad esempio se questo avviene con il pane, è altamente consigliato buttare via tutto quanto. Un recupero delle parti buone è suggerito soltanto quando la patina di muffa è leggera ed agli stadi iniziali.

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Si rischia una intossicazione alimentare

Poi meglio pulire sempre il cestino del pane. Nei riguardi del formaggio invece, la muffa è innocua con il Roquefort, il Camembert ed il Gorgonzola. Negativo con tutti gli altri tipi. Se i formaggi sono stagionati, eliminate la parte contaminata e mangiate pure tutto il resto. Invece con alimenti quali ricotta e yogurt o altri, buttate via tutto. Nella marmellata ci sono invece condizioni non ottimali affinché la muffa si diffonda. Merito degli zuccheri presenti. Di solito poi qui si sviluppa solo in superficie, quindi togliete quella porzione e poi potete stare tranquilli. Se però la confettura è con pochi zuccheri allora non c’è niente da fare, eliminate tutto. La muffa può svilupparsi anche nei liquidi come i succhi di frutta. Anche in questo caso niente è recuperabile. Inutile ricordare che si rischia di contrarre una intossicazione alimentare, esperienza che è meglio evitare.

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