Felipe Massa (Foto Lat Images/Formula E)
Felipe Massa (Foto Lat Images/Formula E)

F1 | ESCLUSIVO, Massa a TMW: “La rivalità Leclerc-Vettel fa bene alla Ferrari”

Felipe Massa, cuore Ferrari. La sua nuova carriera professionale da pilota di Formula E lo porterà nella prossima stagione, incredibilmente, a vestire il marchio della Mercedes: il suo team Venturi, infatti, ha stretto una partnership con la Stella a tre punte che fornirà loro i propulsori e altre componenti tecniche. Eppure, sentimentalmente, il pilota brasiliano non può che essere legato ancora a doppio filo con gli acerrimi rivali di Stoccarda: il Cavallino rampante, i cui colori difese in Formula 1 per ben otto stagioni e 139 Gran Premi. Tanto che, in questa intervista esclusiva rilasciata ai microfoni di TuttoMotoriWeb.com, si spinge a pronosticare e a tifare per una Rossa iridata nel 2020. Ecco cosa ci ha raccontato.

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Felipe, hai concluso la tua prima stagione in Formula E al quindicesimo posto assoluto. Sei soddisfatto? Ti aspettavi questo livello di competizione nel campionato?
Sì, direi di sì. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una costante crescita della Formula E, dal punto di vista del livello dei piloti e della competizione in pista. Ad essere onesto, mi aspettavo sicuramente una concorrenza di grande qualità.

Qual è stato l’aspetto più difficile nell’adattamento del tuo stile di guida ad una macchina elettrica?
Non è tanto legato al fatto che si tratti di una macchina elettrica, quanto piuttosto al modo in cui è costruita: con basso carico aerodinamico e gomme praticamente uguali a quelle stradali. Inoltre qui si corre su piste cittadine, con bassa aderenza, curve e chicane molto impegnative, staccate difficili. Se ci aggiungiamo il format delle qualifiche e della gara, e la necessità di risparmiare la batteria per essere il più efficienti possibili in corsa, sono tantissime le novità da imparare. Mi sono ritrovato di fronte un cambiamento enorme rispetto alle situazioni che avevo affrontato finora nella mia carriera.

Hai ottenuto il tuo primo podio a Montecarlo, un pezzo di storia delle corse e un luogo molto speciale. Un’emozione confrontabile con quella del 2007-2008 quando salisti sul podio al GP di Monaco in F1?
Il podio a Monaco è sempre speciale. Ma ricordo nel 2007 che, nonostante il podio, la gara non fu fantastica: le McLaren erano molto più veloci di noi e il nostro risultato non fu straordinario, ad essere onesti. Nel 2008 partii dalla pole position, dopo una delle migliori qualifiche della mia vita, ma poi in gara si mise a piovere violentemente e le condizioni cambiarono. Fui anche sfortunato perché Hamilton finì a muro ma riuscì a rientrare lentamente ai box e a cambiare le gomme forate: all’epoca la regola prevedeva che con la safety car in pista la pit lane venisse chiusa, e quindi Lewis si ritrovò da sesto-settimo a primo con la macchina a posto. Poi perdemmo un’altra posizione a vantaggio di Kubica, per un errore al box. Quindi anche quella volta arrivai terzo, ma non fu una bella gara. Invece in Formula E quello di Monaco è stato un weekend ottimo: ho fatto una bella qualifica, avevo un buon passo, anche rispetto ai leader. Ho dato il massimo, tutto è andato per il verso giusto, quindi direi che il podio è stato decisamente più interessante di quelli ottenuti in Formula 1.

Il prossimo anno, da ex ferrarista, ti ritroverai associato alla Mercedes, nuovo partner del tuo team Venturi. La chance di usufruire del loro propulsore aumenta le tue aspettative?
Sicuramente. Avere alle spalle un’azienda di questa importanza, che domina la Formula 1 da molti anni, significa poter lavorare con uno staff del massimo livello. Significa aumentare le possibilità di sviluppo, l’efficienza di tutta la macchina. Non possiamo dimenticare che questo sarà il primo anno per loro, quindi ci vorrà tempo, perché non basta mettere il marchio della Mercedes per andare forte. Forse alle prime gare i risultati saranno inferiori alle aspettative. Ma del resto, quante stagioni ci hanno messo per raggiungere il vertice in Formula 1? Eppure far parte di questa grande azienda è un grande piacere e sono sicuro che ci consentirà di aumentare il tasso di crescita tecnica nel corso della stagione.

Sulla griglia di partenza della Formula E troviamo piloti esperti come te a fianco di talenti emergenti come il campione in carica della Formula 2, Nyck de Vries, che arriverà il prossimo anno. Cosa pensi della crescita di questo campionato?
Il livello dei piloti sta crescendo di stagione in stagione. Quest’anno ci saranno nuovi piloti e anche nuovi team, che devono imparare tutto da zero, ma a volte arrivare da una serie inferiore può rappresentare un vantaggio, perché sei ancora giovane, sei abituato a imparare una categoria diversa ogni anno, e per te è tutto nuovo. L’importante è avere il talento, l’intelligenza e la velocità: poi, alla fine, quando metti insieme tutte le tessere del puzzle, i piloti forti andranno sempre forte.

Una parola sulla Ferrari, che è attualmente in crisi per via delle tensioni interne tra Leclerc e Vettel. Che cosa pensi di questa situazione, e del modo in cui il team la sta gestendo?
Onestamente penso che quello che sta succedendo sia fantastico per il team. Sono sicuro che la tensione tra di loro si avverta più sulla stampa, che ama mettere zizzania, piuttosto che all’interno del team. Credo anche che Sebastian avverta un po’ di più la pressione sulle sue spalle. Lui è un quattro volte campione del mondo e ha visto arrivare un ragazzino che ha iniziato a stargli davanti e a catturare l’attenzione di tutti: Charles parla italiano, viene da Monaco, una nazione che tutti gli italiani amano, è giovane, simpatico e incredibilmente veloce… Ma questo è fantastico per l’azienda, aumenta le motivazioni, l’interesse, gli investimenti per realizzare una macchina vincente. E questo è vero in particolare per la Ferrari, che più che una squadra è quasi una religione. Quindi penso che, alla fine, tutto ciò sia soltanto positivo per la Ferrari, e risolvere i piccoli problemi tra i piloti è molto più semplice.

Vedendo la crescita prestazionale nelle ultime gare, ti aspetti che la Rossa possa lottare per il Mondiale nel 2020?
Ci si può sempre aspettare che la Ferrari volti pagina e vinca il titolo. Ma gli anni passano e questa aspettativa è lì da tanto tempo: l’ultimo Mondiale vinto risale alla mia epoca, nel 2007, dodici anni fa. Eppure non possiamo dimenticare che la Ferrari è un’azienda grande, importante, che sa come si lavora e si vince. A volte un gruppo di lavoro tutto latino non è facile da far funzionare, ma penso che il loro livello sia alto e non sia impossibile che vincano. Io faccio il tifo per loro, perché vedere la stessa squadra vincere per così tanti anni di fila fa stancare i tifosi. Per il bene dello sport, tutti si aspettano la vittoria di un’altra squadra, tanto per cambiare. Poi, magari l’anno dopo rivincerà la Mercedes, e sarebbe bello. Questo è ciò che chiede lo sport e ciò che vogliono i tifosi.

Fabrizio Corgnati