Premio Nobel: scoperto cos’è che permette al cancro di espandersi

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(foto dal web)

Il Nobel per la Medicina 2019 è stato assegnato a Gregg Semenza, Peter Racliffe e William Kaelin i quali hanno scoperto la correlazione tra carenza d’ossigeno e cancro.

Il Nobel per la Medicina 2019 è stato assegnato a Gregg Semenza, Peter Racliffe e William Kaelin i quali hanno dimostrato che la carenza di ossigeno potrebbe avere un ruolo determinante nella formazione di metastasi la cui diffusione nel 90% dei casi risulta fattore letale. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare la lotta a questa grave malattia.

Premio Nobel per la Medicina, lotta contro il cancro: scoperta correlazione tra carenza di ossigeno e formazione di metastasi

Una scoperta rivoluzionaria quella fatta da Gregg Semenza, Peter Racliffe e William Kaelin insigniti della più alta onorificenza in campo scientifico: il premio Nobel. I tre professori, riporta il sito della Fondazione Umberto Veronesi, hanno scoperto che la carenza di ossigeno (ipossia) e le proteine di matrice extracellulare (ECM) potrebbero svolgere un ruolo determinante nella formazione delle metastasi.

Lo studio tra cancro e livelli di ossigeno è stato introdotto dal Professor Kaelin. Lo scienziato si è sempre occupato della sindrome di Von Hippel-Lindau (VHL), una malattia per cui chi ne è affetto sarà maggiormente predisposto a sviluppare diversi tumori. Il premio Nobel, riporta la Fondazione Umberto Veronesi, avrebbe compreso che la predisposizione dipende proprio dal gene VHL deputato alla produzione di una proteina che avrebbe degli effetti anticancro. Quando il gene muta, infatti, come negli individui affetti dalla sindrome subentra la possibilità di una maggior predisposizione. Partendo da questa analisi si è giunti alla scoperta valsa l’assegnazione del Nobel: i tumori si sviluppano nei casi di ipossia soprattutto perché è proprio grazie all’ossigeno che le difese immunitarie troverebbero la forza di contrastare le cellule tumorali. Ma vi sarebbe dell’altro, riporta il portale della Fondazione Umberto Veronesi: “Diversi recenti studi – avrebbe spiegato Michele Maio, direttore del Centro di Immuno-Oncologia al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena- hanno dimostrato che l’ipossia nelle cellule tumorali stimola l’espressione di alcuni geni in grado di sopprimere la risposta immunitaria. Di fondamentale importanza dunque è poter identificare in maniera dettagliata tutti i fattori in gioco per correggere quanto avviene in carenza di ossigeno“.

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