Ferrari, a Suzuka sarà dura: pista nemica e nessuna novità tecnica

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Le Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel in corsia box (Foto Ferrari)
Le Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel in corsia box (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari, a Suzuka sarà dura: pista nemica e nessuna novità tecnica

Un esame decisamente ostico, almeno sulla carta, ma forse proprio per questo motivo ancora più importante. La Ferrari si presenta al Gran Premio del Giappone con la consapevolezza che la sua strada, in questo fine settimana, si preannuncia tutta in salita. È vero che la Scuderia è reduce da tre vittorie consecutive e una quarta mancata solo per sfortuna, ma nella terra del Sol Levante la storia potrebbe essere ben diversa, complice la configurazione della pista di Suzuka.

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Da queste parti i rettilinei sono molto corti, quasi assenti, dunque non ci sono troppe occasioni per scatenare la potenza e la velocità di punta superiori del motore della Rossa. In compenso non mancano i settori guidati e le curve di percorrenza, dove la differenza la fa la capacità di trovare il giusto compromesso di assetto con un livello di deportanza medio.

È vero che, dopo la pausa estiva, gli sviluppi tecnici a raffica sfornati da Maranello hanno consentito di migliorare nettamente l’efficienza aerodinamica della SF90, che fino a quel momento rappresentava il principale tallone d’Achille. Il circuito nipponico ci permetterà di chiarire meglio, dunque, la reale entità di questa crescita prestazionale: su un terreno apparentemente sfavorevole, potremo capire davvero quanto la Ferrari si sia avvicinata alla Mercedes. E, forse, anche quanto ottimismo i suoi tifosi possano nutrire in vista del 2020.

Ferrari lavora per la prossima stagione

E, a proposito di 2020, non aspettiamoci nessun aggiornamento di rilievo da parte del Cavallino rampante da qui alla fine della stagione. L’ultimo pacchetto aerodinamico previsto sull’attuale vettura è quello arrivato a Singapore: da ora in poi tutti gli sforzi dei progettisti sono concentrati sul futuro modello.

“In fabbrica ora ci dedichiamo soprattutto alla vettura dell’anno prossimo e tutte le novità per il finale di stagione non saranno importanti come quelle viste a Singapore”, aveva anticipato il team principal Mattia Binotto già a margine dell’ultimo Gran Premio in Russia. “All’inizio le nostre prestazioni erano pessime sui circuiti da massimo carico e con curve lente. Ci siamo impegnati molto internamente per comprendere i punti deboli della vettura, il comportamento delle gomme e cercare di fissare una direzione per lo sviluppo: che è stato continuo, perché ad ogni weekend sono arrivati pezzi nuovi, e poi a Singapore abbiamo visto la summa di tutti gli aggiornamenti. Non solo aerodinamici, anche se con l’aerodinamica abbiamo risolto uno dei nostri principali problemi, ma anche trovando i giusti compromessi di bilanciamento e di assetto, che sono aspetti molto importanti in vista del futuro”.