Italia vs Spagna, c’è un pilota italiano capace di battere Marc Marquez?

Andrea Dovizioso sulla griglia di partenza del Gran Premio di Thailandia 2019 a Buriram (Foto MotoGP)
Andrea Dovizioso sulla griglia di partenza del Gran Premio di Thailandia 2019 a Buriram (Foto MotoGP)

MotoGP | Italia vs Spagna, c’è un pilota italiano capace di battere Marc Marquez?

Se in MotoGP corressero le squadre nazionali, non ci sono dubbi su quali sarebbero le formazioni candidate alla vittoria: la Spagna contro l’Italia. Dai tempi di Valentino Rossi contro Sete Gibernau prima e Jorge Lorenzo poi, fino ad oggi con Marc Marquez inseguito da Andrea Dovizioso, a contendersi il campionato del mondo sono sempre i nostri alfieri contro quelli iberici.

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Ma se negli ultimi anni gli spagnoli hanno trovato un loro portacolori capace di dominare in lungo e in largo il panorama della MotoGP come, appunto, Marquez, per i nostri colori la situazione sembra decisamente più complicata. I tempi in cui Vale conquistava titoli iridati a ripetizione sono lontani e, per quanto l’entusiasmo e la voglia di mettersi in discussione non gli manchino nemmeno oggi (come dimostra la sua decisione di cambiare il capotecnico nel 2020), i risultati più recenti e soprattutto la carta d’identità non lasciano presagire un futuro altrettanto lungo e vincente per il Dottore.

A raccogliere la sua eredità, negli ultimi anni, come detto ci ha provato Desmodovi. Il salto di qualità che ha compiuto nelle ultime tre stagioni, in cui si è laureato per tre volte consecutive vicecampione del mondo, è stato esaltante e impressionante. Ma purtroppo il forlivese ha trovato sulla sua strada un cannibale come Marquez, uno non certo facile da battere. Dovizioso ci è riuscito in alcune occasioni, anche mettendo in mostra sorpassi imperiosi, ma sulla distanza di campionato, vuoi per i limiti suoi, vuoi per quelli della Ducati, è sempre risultato perdente. E a meno che la Rossa di Borgo Panigale riesca a fare un miracolo tecnico con i prossimi modelli, è difficile prevedere che il copione dei Motomondiali a venire sia destinato ad andare diversamente.

La nuova generazione dei piloti italiani di MotoGP

Per non parlare del fatto che Valentino Rossi ha 40 anni, Andrea Dovizioso ne ha 33, dunque sono entrambi inevitabilmente avviati verso la fase finale della loro carriera, e non potranno confrontarsi ancora a lungo contro un Marquez che di anni ne ha invece appena 26. E se all’orizzonte si affacciano suoi potenziali rivali di passaporto diverso come Fabio Quartararo, appena ventenne, i giovani italiani stanno invece affrontando un percorso di crescita decisamente più accidentato.

Il 28enne Danilo Petrucci aveva iniziato bene la sua avventura da pilota ufficiale della Ducati, riuscendo persino a mettersi dietro lo stesso Marquez al Mugello, ma dopo la pausa estiva sembra aver sofferto di più del suo compagno di squadra i ritardi nello sviluppo tecnico della Desmosedici e, da qualche gara a questa parte, appare in crisi. Lo stesso si può dire anche per i suoi emergenti connazionali.

Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia si sono aggiudicati gli ultimi due campionati del mondo in Moto2, ma in MotoGP stanno incontrando più problemi: il primo nel confronto improbo con il suo talentuoso vicino di box Quartararo, il secondo nell’adattamento ad una Ducati datata e non più all’altezza di lottare per le prime posizioni. Chi di loro, dunque, potrà diventare il nuovo idolo dei tifosi tricolori di motociclismo? Oppure sarà ancora un altro, uno dei talentini che stanno crescendo nelle categorie inferiori come Lorenzo Baldassarri, Luca Marini o Lorenzo Dalla Porta?

Fabrizio Corgnati