La lotta tra Marc Marquez e Fabio Quartararo nel Gran Premio di Thailandia 2019 di MotoGP a Buriram (Foto MotoGP)
La lotta tra Marc Marquez e Fabio Quartararo nel Gran Premio di Thailandia 2019 di MotoGP a Buriram (Foto MotoGP)

MotoGP | Thailandia, le pagelle: lode a Marquez, ma Quartararo è da 10

Avrebbe meritato il 10 e lode soltanto (si fa per dire) con la sua stagione capolavoro, in cui ha vinto nove gare, è arrivato secondo quando gli è andata male e in una sola occasione non ha visto il traguardo. Ma Marc Marquez ha fatto ancora meglio: portando a casa l’aritmetica sicurezza dell’iride con un altro straordinario trionfo. Arriva quasi al suo livello solo il suo rivale ormai designato per il futuro: Fabio Quartararo, che si prende il massimo dei voti (senza lode) nelle pagelle dopo-gara di TuttoMotoriWeb.com.

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Marc Marquez: voto 10 e lode. Alla vigilia del Gran Premio della Thailandia si sprecavano i calcoli; tutti i giornali si esercitavano con il pallottoliere per snocciolare le possibili combinazioni che avrebbero consentito al Cabroncito di conquistare la certezza matematica dell’ottavo titolo mondiale. Una perdita di tempo inutile. Avremmo dovuto saperlo che, nel vocabolario marquezese-italiano, la parola “calcoli” semplicemente non esiste. Lui non si accontenta, va sempre a caccia del bersaglio grosso. E anche a Buriram ha fatto cappotto: game, set e match. Che dire di un campione così? Semplicemente perfetto.

Fabio Quartararo: voto 10. Se c’è un pilota, tra tutti, capace di candidarsi all’improbabile ruolo di anti-Marquez, quello sembra solo lui. Per la seconda volta dopo Misano dimostra di potersela giocare ad armi pari con il dominatore assoluto, e se l’appuntamento con la prima vittoria in carriera è solo rimandato la colpa sembra più delle carenze della sua Yamaha sulla velocità di punta in fondo al dritto, che della sua guida o della sua inesperienza.

Maverick Vinales: voto 7,5. Non lo si può ritenere un risultato negativo, ma di certo nemmeno all’altezza delle aspettative. Da uno come lui, ingaggiato dalla Yamaha per essere il successore designato di Valentino Rossi, il futuro del marchio dei Diapason, alla terza stagione ci si attenderebbe che prendesse in mano il ruolo di leader. Invece sta scivolando verso l’etichetta di eterno incompiuto: non riesce a garantire quella costanza di rendimento in gara che servirebbe e quindi gli manca quel guizzo in più.

Andrea Dovizioso: voto 7. Le sue speranze di una grande rimonta che potesse tenere viva, almeno sulla carta, la corsa all’iride si infrangono nell’arco di un giro. Del resto, lo ha detto il suo compagno di squadra Danilo Petrucci: “Uno come Marquez lo puoi battere in una gara, ma non nel campionato”. Eppure Desmodovi ha il merito di provarci e di essere, per il terzo anno di fila, il migliore degli altri. Non è poco.

Franco Morbidelli: voto 6,5. Lo scotto che è costretto a pagare più di tutti è quello del confronto con il suo compagno di squadra Quartararo, sempre più fuori dalla sua portata. Ma se dobbiamo analizzare oggettivamente la sua gara, Franco fa il suo lavoro con dignità. Delude solo il suo ritardo alla bandiera a scacchi: quasi quindici secondi dalla vetta sono un po’ troppi.

Alex Rins: voto 6. Rimane risucchiato nel gruppo degli inseguitori nei primi giri e si accontenta di restarci. Il suo passo gara e la capacità di fare la differenza alla domenica a cui ci aveva abituato nelle precedenti tappe del campionato facevano sperare in qualcosa di meglio.

Danilo Petrucci: voto 4,5. Secondo delle Ducati, ma solo nono e a dodici secondi dal suo compagno di squadra Andrea Dovizioso. I suoi alti e bassi di Gran Premio in Gran Premio stanno appiattendosi sempre più su un livello non certo soddisfacente, né per lui né per il suo team. E non sembra intravedersi una luce in fondo al tunnel, almeno per ora.

Valentino Rossi: voto 4. Il peggiore dei piloti Yamaha, e non è la prima volta. Invoca l’attenuante dell’usura della gomma posteriore, eppure lui per qualche motivo ne soffre di più dei suoi compagni di marca. I diciannove secondi di distacco sono semplicemente inaccettabili, per un fenomeno come lui.

Jorge Lorenzo: voto 2. Cinquantaquattro secondi di distacco da Marquez, terzultimo all’arrivo. Una sola domanda per lui: che senso ha tutto questo?

Fabrizio Corgnati