Giovanni Falcone, l’autista racconta la strage: “Mi ha salvato la vita”

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Giovanni Falcone
Giovanni Falcone (foto dal web) 

Giuseppe Costanza, autista della scorta di Giovanni Falcone, ricorda i tragici attimi della strage di Capaci e attacca la politica italiana

Sono passati ormai 27 anni dalla strage di Capaci, in cui, il 23 maggio del 1992, fu assassinato dalla mafia il giudice Giovanni Falcone. La trasmissione radiofonica ‘I lunatici’ ha intervistato Giuseppe Costanza, autista della scorsa di Falcone, miracolosamente sopravvissuto all’esplosione. Ecco il ricordo di Costanza: “Ricordo lui e sua moglie Francesca che si guardano, lei annuisce. Lui spense la macchina e tolse le chiavi, io gli dissi che così ci saremmo ammazzati. Lui mi chiese scusa, ma in realtà mi salvò la vita, perché la macchina rallentò quel tanto da non prendere l’esplosione in pieno”. Un ricordo doloroso, soprattutto per quello che è avvenuto dopo: “Mi hanno fatto sentire in colpa in tutti questi anni per essere sopravvissuto. Dicevano che se avessi guidato io e lui fosse stato seduto dietro, si sarebbe salvato, ma non è vero. Se avessi guidato io, in quel tratto di strada non avremmo affatto rallentato. Ci sono stati 23 anni di silenzio vergognoso attorno a me, sono stato isolato, mentre gente che non c’entra niente con la lotta alla mafia ha fatto passerelle. Mi hanno condannato all’oblio, forse perché non faccio parte della casta o perché come gli altri sopravvissuti (gli agenti Gaspare Cervello, Angelo Corbo e Paolo Capuzza, ndr) potevo rivelare cose importanti”.