Consegna alla vicina un misterioso pacco: all’interno il macabro ritrovamento

Pacco
(foto dal web)

Una donna ha chiesto alla propria vicina di custodirle una scatola al cui interno, a suo dire, ci sarebbero stati dei sex toys: in realtà il pacco conteneva la testa mozzata del compagno.

Una storia che ha dell’incredibile quella avvenuta in Spagna, precisamente a Castro Urdiales, in Cantabria: Maria del Carmen Merino, 61 anni, aveva chiesto alla propria vicina di custodirle una scatola al cui interno avrebbero dovuto esserci dei sex toys. La donna avrebbe accettato, riponendo il pacco sigillato dentro un armadio, poi dopo pochi mesi la macabra scoperta: infastidita dall’acre odore, avrebbe deciso di aprire la scatola, trovandovi la testa mozzata del compagno della vicina.

Spagna, affida alla vicina una scatola: all’interno la testa mozzata del compagno

Una scoperta scioccante quella fatta da una donna spagnola che aveva accettato di custodire alla vicina, Maria del Carmen Merino, una scatola che a suo dire avrebbe contenuto dei sex toys: in realtà dopo pochi mesi dal favore concesso ha scoperto che all’interno vi era una testa mozzata, appartenente al compagno della Merino. A condurre la donna ad effettuare la macabra scoperta, l’acre odore proveniente dalla scatola che aveva riposto in un armadio nella stanza degli ospiti. Chiamata immediatamente la polizia sono scattate le indagini dalle quali, riportano la stampa locale ed Il Messaggero, sarebbe emerso che la testa mozzata appartenente a Jesus Maria Baranda, 67 anni, era stata prima bollita e poi avvolta in un foglio di carta. Scattate immediatamente le manette per Maria del Carmen Merino, compagna della vittima. L’uomo era un ex impiegato di banca ed era legato alla 61enne da una relazione sentimentale che durava da ben 7 anni.

La tragica vicenda presenta numerosi punti oscuri: la vittima era scomparsa lo scorso febbraio, ma la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa, riporta Il Messaggero, solo a marzo ed in quella occasione la donna aveva dichiarato che Baranda era andato via lasciandole del denaro senza fornirle alcuna spiegazione. Qualche mese dopo la 61enne avrebbe riferito che le sarebbe stata recapitata a casa la testa mozzata del compagno e di averla conservata, stando a quanto riferito da Il Messaggero, “perché era l’unico ricordo di lui”. La versione dell’allontanamento volontario, sin da principio non aveva convinto gli inquirenti, i quali avevano constatato che l’uomo non aveva effettuato movimentazioni di denaro dal proprio conto e che non aveva portato con sé l’automobile. Fu proprio a seguito di quella scoperta che la polizia decise di perquisire la casa della coppia, avvertendo Maria del Carmen Merino che si sarebbero recati nell’appartamento il giorno 10 aprile: in quel frangente la donna decise allora di consegnare alla vicina la scatola contenente la testa, chiedendole di custodirla. Alle domande della polizia su dove si trovasse il compagno, la donna avrebbe risposto di non sapere nulla, a parte che l’uomo l’aveva contattata tramite un messaggio su WhatsApp che non avrebbe potuto mostrare agli inquirenti, accampando la scusa che il cellulare le sarebbe caduto nel water. Le indagini proseguono ed a breve arriveranno i risultati dell’autopsia sulla testa per comprendere se l’unica parte del corpo fin ora rinvenuta di Baranda sia stata trattata con sostanze chimiche.

La 61enne, accusata di omicidio è stata condotta in carcere. Uno dei cugini dell’uomo, Carlos Ricondo, avrebbe affermato: “Avevamo speranze che sarebbe tornato, ma dopo così tanto tempo, senza alcun segno di vita – riporta Il Messaggeroabbiamo persino pensato che si fosse suicidato… e invece la terribile scoperta”.

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